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Corruzione, indagati nomi eccellenti al Comune di Catania

Corruzione. Come un fulmine a ciel sereno, indagini aperte nei confronti di Marco Petino, capo dell’avvocatura dell’Ente. Secondo quanto riportato da LiveSicilia, infatti, Petino avrebbe favorito la casa di cura  Maria Regina in alcune transazioni a discapito del Comune. Come “ricompensa” avrebbe ricevuto ben 18mila euro impiegati per l’acquisto di una barca.

Coinvolto nelle indagini della Guardia di Finanza anche Angelo Borzì, titolare della casa di cura Maria Regina. L’uomo, oltre ad essere uno degli imprenditori più importanti nel settore dei servizi sociali, non è nuovo a questi episodi. Il titolare delle casa di cura è balzato agli onori delle cronache nello scandalo che in un primo momento aveva coinvolto l’on.Luca Sammartino poi scagionato, con l’accusa di violazione della legge elettorale. Proprio all’interno della casa di cura Maria Regina, alcuni malati interdetti avrebbero votato per il deputato regionale del Pd.

Le accuse: corruzione e falso

I fatti contestati risalirebbero al 2015. In questo arco temporale ruota l’inchiesta coordinata dal nucleo sui reati della pubblica amministrazione guidato dal Pm Fabio Regolo. Proprio nell’agosto di quell’anno Petino avrebbe ricevuto da Angelo Borzì e Lucia Fichera, moglie di quest’ultimo e presidente del Cda della casa di riposo Maria Regina, un bonifico di 18mila euro. I soldi, però, non finiscono sul conto dell’avvocato bensì su quello della cognata Maria Cinzia Vullo. Con il denaro ricevuto dal presunto “prestito” la donna avrebbe comprato una barca. 

Due anni dopo, nel 2017, il Comune di Catania boccheggiava in un periodo di forte tensione economica. In quel contesto l’avvocato capo avrebbe assunto un comportamento vessatorio nei confronti degli altri legali dell’Ente, curando tutti i casi riguardanti le case di riposo.

Agendo all’insaputa dell’allora sindaco Enzo Bianco, Petino avrebbe formulato un parere utile alla transazione tra il Comune di Catania e la cooperativa Villa Regina, dopo che il Comune aveva vinto in primo grado con un mandato di pagamento, effettuato dall’Ente, di quasi 45mila euro. Il 30 novembre del 2017 si registrerebbe la transazione per l’importo di 255mila euro.

Oltre la corruzione, su Petino pende l’accusa di falso. Dalle indagini sarebbe emerso come l’avvocato avrebbe dichiarato “falsamente che tra le sentenze favorevoli a Villa Regina ci sarebbe stata la sentenza n. 1712 del 2012 con la quale invero, il Tribunale aveva accolto l’opposizione a decreto ingiuntivo avanzata dal Comune di Catania e revocato il decreto ingiuntivo emesso a favore di Villa Regina”.

La nota del legale Antille

Francesco Antille, legale che rappresenta Angelo Borzì e la moglie Lucia Fichera, replica così la vicenda.

«Con assoluta fiducia nell’operato della magistratura si rileva che al momento nessun giudice si è pronunciato sulla vicenda descritta dall’ articolo, neppure per disporre un mero rinvio a giudizio di uno o più interessati. Ribadita l’ assoluta insussistenza di illeciti si segnala che la consistenza debitoria comunale verso strutture tra cui Maria Regina è notoria e che le transazioni stipulate hanno comportato reciproche rinunzie parziali circa i rispettivi crediti e debiti così come avviene in tutti i casi analoghi. Si conferma che saranno messi a disposizione del giudice tutti i documenti su cui si fonda la difesa la quale auspica, in merito, ogni opportuno e trasparente approfondimento».

E.G.

 

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Redazione

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