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Corruzione, ai domiciliari funzionario della Regione Siciliana

Con l’accusa di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, scattano gli arresti domiciliari per Marcello Asciutto 58 anni, funzionario della Regione Siciliana.

La misura cautelare è stata disposta dal gip del Tribunale di Palermo a seguito di un’articolata attività d’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo a partire dal 2017. Il pubblico ufficiale, secondo quanto accertato dai militari, avrebbe incasso 30mila euro in cambio di informazioni sullo stato di alcune pratiche amministrative, della predisposizione di provvedimenti autorizzativi e del rilascio di pareri favorevoli illegittimi.

Il funzionario avrebbe dato “una mano” ai progetti relativi alla costruzione e all’esercizio degli impianti di biotemetano di Franconfonte, nel siracusano, e Calatafimi – Segesta provincia di Trapani. Entrambi rientravano nella cordata imprenditoriale con a capo Francesco Paolo Arata, leghista, già arrestato e processato, e Vito Nicastri. Su quest’ultimo, noto imprenditore, pende una condanna per aver finanziato nel 2018 la latitanza del boss Matteo Messina Denaro. Tre anni prima, nel 2015, Vito Nicastri subì inoltre una confisca di beni dal valore di 1,3 miliardi di euro.

Il “tramite” tra Asciutto e gli imprenditori era Giacomo Causarano, dipendente dell’Assessorato Regionale dell’Energia e dei Servizi Di Pubblica Utilità della Regione Siciliana. Egli, già indagato e processato, si occupava della consegna del denaro per “spingere” i progetti e le autorizzazioni.

E.G.

 

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Redazione

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