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Corrado d’Elia racconta l’Iliade

Da Omero a Ungaretti il dramma umano degli eroi

Al Must Musco Teatro, per Palco Off prende vita il poema greco

Uno sgabello bianco davanti alle alte mura di Troia accoglie Corrado D’Elia per raccontare l’Iliade di Omero. Così come nasce nella sua tradizione narratoria il grande poema epico che narra le gesta di eroi diventati miti un incredibile D’Elia ha trasportato il pubblico in una era lontana. Persa nel fantastico della storia e del tempo, nelle storie e nei personaggi. Mettendo in risalto con particolare efficacia la caratteristica più importante di Omero che la cinematografia ci ha fatto dimenticare, che prima che di eroi, il mito è fatto di uomini e donne. Si mescola così un caleidoscopio di sentimenti profondi, devastanti, che dilaniano la carne tanto quanto le lance di bronzo.

Progetto e regia di Corrado d’Elia

La regia semplice e forte, pochi elementi sulla scena animati dal solo suono della parola e dalla prepotente, misurata e tagliente presenza scenica dell’attore. Una scenografia capace di mutare completamente sol solo mutare delle luci da vita ad uno scenario dell’anima. Quella di Corrado d’Elia è, nel 2019, una ripresa del concetto stesso di narrazione. Sarebbe facile immaginare ascoltandolo, e chi scrive lo ha fatto spesso durante lo spettacolo, di trovarsi tutti insieme attorno al fuoco ascoltando il ritmo serrato di parole antiche dal significato sempre moderno. Un linguaggio che muta, forse, nella forma mantenendo intatta la forza comunicativa.

In un mondo dal linguaggio impoverito e ambiguo rinasce il significato primigenio del narrare

L’Iliade non è solo una storia ma è la nostra storia, è quella del genere umano e nostra in particolare in quanto popolazioni del mediterraneo. Ma è anche la storia di ognuno e ognuna di noi, un esempio.

Bravo sotto molti aspetti. Quello attoriale è stato più che evidente a chiunque in sala. Il suo lavoro nel testo accurato e lungo ha dato i suoi eccellenti risultati. Chiaro e indiscutibile non solo il talento, ma come è indispensabile nel teatro (almeno per i buoni spettacoli) l’esperienza e il lavoro lucido sui testi.

 

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Alfredo Polizzano

Siciliano di nascita in un tempo indefinito, libraio eclettico ha fatto della curiosità la sua ragione di vita e della bellezza la sua guida. Due grandi passioni professionali, i libri e il teatro, in cui la vita è l'eterno presente di un tempo che non è mai stato ma che sarà per sempre.

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