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Psiche e Società

Corona virus. Cosa possiamo fare?

Corona virus. In questi giorni siamo stati sommersi di notizie vere o fake sul Corona virus e le sue conseguenze. Non sono un medico, bensì uno psicologo e per questo desidero affrontare questo argomento da diversi punti di visti.

Fare qualcosa

In questo momento in cui tutto si spegne, scuole chiuse (al Nord) persone che hanno paura del contagio e per questo stanno a casa o non vanno a lavoro; ancora mascherine finite insieme ai disinfettanti per le mani. Il sentimento di impotenza insieme all’emozione di paura si fanno strada in noi. Quello che è più importate è mantenere la calma e affrontare a testa alta il corona virus.

Il panico è come la fretta, sono cattivi consiglieri

Abbandoniamo la strada dell’odio, fin troppo facile da intraprendere. Prendersela con gli altri, trovare il nemico al di fuori, quella determinata persona perde le sembianze di uomo e acquista quelle di un virus finalmente visibile, ma purtroppo non ha senso.

È sempre un individuo come noi, che ha paura per sé e per la sua famiglia. Anche se lo “eliminassimo” ci sarebbe qualcun altro a prendere il suo posto. Perché il virus non è una persona con la quale discutere. Con il virus non ci possiamo parlare, non gli interessa chi contagia, fa il suo corso quello che possiamo fare e prendere le dovute precauzioni.

“L’agnello sacrificale” non ci serve

In questa condizione di impotenza, possiamo fare comunque qualcosa. Prima di tutto possiamo aiutarci vicendevolmente, tra vicini, riscoprendo il valore della gentilezza dell’amicizia e della condivisione.

Questo virus ci sta donando l’occasione di riflettere sulla nostra vita: su quello che stiamo facendo, gli obiettivi che vogliamo raggiungere.

Andiamo aldilà del panico

Siamo davanti ad un rischio, in qualche modo le nostre certezze vengono meno, per questo abbiamo paura.

Questa situazione ci può fare riflettere, su come stiamo vivendo, apprezziamo quello che abbiamo?

Possiamo riflettere su di noi, e di conseguenza scegliere tra odiare l’altro e quindi anche noi stessi, perché anche noi siamo visti dall’altro come un pericolo, o aiutare noi stessi e l’altro a mantenere la calma a riflettere e perché no a riscoprire i rapporti di amicizia dimenticati per far spazio alla fretta, alle abitudini e altri problemi quotidiani.

Siamo uragani, riflettiamo, accettiamoci per quello che siamo, abbiamo paura siamo umani, teniamo alla nostra vita. Usiamo questa energia per il nostro bene. Diamoci da fare, seguiamo le linee guida, se abbiamo febbre non andiamo in ospedale chiamiamo il 112, facciamo venire loro da noi, specificando il nostro sospetto.

Aiutiamo gli altri ad aiutarci, senza panico.

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