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Conti del Comune “vanno meglio” per l’amministrazione. Ma restano le criticità

Catania – La tanto attesa conferenza stampa del sindaco Enzo Bianco e dell’assessore comunale al bilancio Giuseppe Girlando è finita quasi in una sorta di “autocelebrazione”. Ma i problemi finanziari di Palazzo degli Elefanti –come evidenziato dalla Corte dei Conti qualche giorno fa (vedi link)- restano: le “criticità” dovranno essere affrontate martedì 31 maggio, quando da Catania partiranno Girlando e il direttore generale Antonella Liotta.

Andiamo ai numeri. Quelli dati oggi dai vertici dell’amministrazione, in una sala giunta piuttosto gremita (giornalisti accreditati, consiglieri comunali, vecchie conoscenze come il comm. Luigi Maina):

il totale del debito, secondo i dati forniti, sarebbe passato da  1.365.218.000 euro del 2013 a 1.232.310.000 del 2016. Quindi? Una riduzione di 132.908 euro. Un dato che è stato riportato in un report per la stampa dal sobrio titolo “verità sui conti” e che rimbalza sulle bocche dei vertici di Palazzo. Accanto a loro per l’occasione, il presidente del consiglio comunale Francesca Raciti, il vicepresidente vicario del consiglio comunale Sebastiano Arcidiacono e il presidente della commissione bilancio Enzo Parisi, reduce dall’incontro mattutino con il sindaco assieme al senatore Antonio Scavone e al gruppo di “Grande Catania” (ne abbiamo parlato in altro articolo).

Dal duo “Bianco-Girlando” è stato un “fiorire” di numeri e di rassicurazioni. Peccato che la Corte dei Conticome riportato dalla nostra testata ha scritto cose gravi e circostanziate sullo stato dei conti comunali. Martedì 31 maggio, Girlando e il direttore generale Antonella Liotta dovranno affrontare i giudici e non sarà certo una “passeggiata”. “Ci sono criticità…” dice l’assessore di fronte a qualche domanda provocatoria dei cronisti. Ma, intanto, l’amministrazione Bianco “incassa” un risultato:

“abbiamo evitato di dichiarare il dissesto, più volte, salvando la città dalla situazione molto pesante ereditata da Raffaele Stancanelli”. Come previsto, dal Palazzo si rimanda –ingiustamente- anche al passato sulle responsabilità di una condizione al limite del dissesto, malgrado il piano di riequilibrio del 2013, “salutato” con favore anche dagli attuali “inquilini” di Palazzo degli Elefanti. Ora, però, il piano è da rivedere.

Quella di oggi, però, più di un’ “operazione verità” è sembrata l’ennesima, disperato tentativo di salvare l’immagine di un Comune in caduta, sommerso dai debiti.

“Sarebbe stato molto più semplice per me dichiarare il dissesto – ha dichiarato il sindaco – ma avrebbe rappresentato un colpo mortale per la città. Già afflitta dai continui tagli ai trasferimenti dello Stato e della Regione”.

Ma, insomma, chi ha ragione? La Corte dei Conti o l’amministrazione Bianco? A cercare di capirlo viene fuori un’altra “verità”: dovrebbero avere ragione entrambi! Niente male.

Ultima annotazione: abbiamo chiesto il motivo della conferenza stampa con accrediti. La risposta che ci è stata data è che bisogna rispettare le regole. Siamo perfettamente d’accordo: aggiungiamo noi, a cominciare da chi organizza, ovvero dall’ufficio stampa del Comune di Catania, che di irregolarità non poche ne ha.

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Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

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