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Consorzio di Bonifica: confronto tra il Commissario Greco ed i sindacati

Catania – Negli ultimi giorni in una nota sindacale inviata tramite Whatsapp le sigle sindacali Flai Cgil, Fai Cisl e Filbi Uila hanno chiesto un confronto con il Commissario unico dei consorzi di bonifica per trovare soluzioni ai problemi del settore quali: la soluzione dei contenziosi in atto nei vari consorzi e la costituzione di un tavolo di contrattazione permanente al livello regionale, per attuare la riforma dei Consorzi salvaguardando i livelli occupazionali.

Il messaggio ha suscitato molte perplessità fra i lavoratori dei Consorzi di Bonifica, con la particolare indignazione del segretario generale Sifus Confali, Maurizio Grosso: «All’inizio ho preferito far finta di nulla, fin quando il contenuto della nota non è stato pubblicato su una testata giornalistica online. E’ fuori luogo indirizzare il commissario straordinario unico della Sicilia dei Consorzi di Bonifica, Franco Greco, verso un dialogo esclusivo con le scriventi» precisa Maurizio Grosso.

«Probabilmente chi ha scritto non sarà informato che l’Italia esistono sindacati di base autonomi che grazie ad una sentenza promossa dalla Cgil, in un settore in cui non era firmataria, è riuscita ad ottenere la possibilità di interfacciarsi con il datore di lavoro, alla stessa stregua dei firmatari di contratto. Ritengo necessario – prosegue Grosso – rendere pubblico ancora una volta il contenuto della sentenza 23/2013, la cui normativa dichiara illegittimo privare dei diritti il sindacato rappresentativo non firmatario. Lo scrive la Corte Costituzionale nelle motivazioni della sentenza emessa il 3 luglio scorso con cui dichiara ‘’l’illegittimità’’ costituzionale del primo comma, lettera b) dell’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori (L. 20 maggio 1970, n. 300). Secondo la Consulta, l’articolo è illegittimo nella parte che consente rappresentanza sindacale aziendale alle sole organizzazioni firmatarie del contratto applicato nell’unità produttiva. In particolare, la Corte rileva “l’incostituzionalità” dell’articolo 19 ‘nella parte in cui non prevede che la rappresentanza sindacale aziendale sia costituita anche nell’ambito di associazioni sindacali che, pur non firmatarie di contratti collettivi applicati nell’unita’ produttiva, abbiano comunque partecipato alla negoziazione relativa agli stessi contratti quali rappresentanti dei lavoratori dell’azienda. La questione di legittimità era stata sollevata dai giudici dei tribunali di Torino, Modena e Vercelli a seguito dei ricorsi presentati dai metalmeccanici della Cgil esclusi dalle rappresentanze per non aver firmato il contratto specifico della Fiat. Chiarito questo punto, ricordo che nella provincia di Catania, è stata fatta una denuncia da Flai-Fai-Filbi ai dirigenti ed amministratori, per comportamento anti sindacale – ha concluso Maurizio Grosso – solo perché non sono stati ricevuti con una certa tempestività. C’era ancora il commissario Giuseppe Maria Margiotta e nel particolare parliamo dello scorso mese, allora mi sorge il dubbio che vogliano strumentalizzare il dialogo sindacale?».

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Redazione

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