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Congresso islamico, Consoli: garantire pari servizi alle minoranze etniche

Catania – L’ombra dei recenti attentati alleggia sul 13° congresso organizzato dalla comunità islamica siciliana. L’Imam della moschea di Catania Kheit Abdelhafid, rappresentante in Sicilia dell’Ucoii (Unione delle Comunità Islamiche d’Italia), da subito chiarisce «Noi siamo chiamati a condannare gli atti terroristici e lo facciamo».

«Oggi è facile accusare il governo nazionale ma anche noi amministratori locali dobbiamo prenderci le nostre responsabilità – chiarisce più avanti il vice sindaco di Catania Marco Consoli –  gli autori degli attentati erano stati ghettizzati a causa evidentemente dell’inattività dagli enti locali. Quando mi si chiede perchè l’amministrazione catanese si preoccupa delle altre comunità,  tralasciando la priorità degli italiani in un momento di grande dificoltà, io rispondo che i servizi da erogare alle minoranze etniche devono essere pari a quelle. L’integrazione è una cosa seria che sta alla base del quieto vivere, i ghetti e l’isolamento invece portano anche gli individui  più sensibili a compiere gesti eclatanti e tragici».

D’altro canto è il sottossegretario di stato Giuseppe Castiglione, al tempo soggetto attuatore del Cara di Mineo, che chiede ai musulmani di fare un passo in avanti «Dovete partecipare attivamente alla vita politica di qusto paese» dice rivolto alla platea ammiccando, forse, al presidente dell’Ucoii sicilia Kheit Abdelhafid.

Ma quando è il turno di parlare di Izzedin Elzir, imam di Firenze e presidente nazionale della comunità islamica in Italia è questi a chiedere ai politici del Belpaese di fare un passo avanti «Vogliamo essere trattati come italiani che professano l’islamismo» il riferimento è la legge sui “culti ammessi” del 1929 che è l’unica a disciplinare i rapporti tra Stato e islam. Troppo poco, per disciplinare. Troppo risalente e per certi versi contraria ai principi sulla libertà religiosa affermati da una costituzione che è postuma rispetto ai “culti ammessi”.

 

 

 

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Fabiola Foti

38 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 20 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente assistente parlarmentare con mansioni di Ufficio Stampa presso il Parlamento Europeo. Fondatore della testata online L'Urlo.

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