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Conflitto Iran-Usa, l’imam di Catania: “Terra di pace, no alla guerra”

La Sicilia sembrerebbe tra le terre più coinvolte nel grave conflitto scatenatosi tra Iran e Usa. Prima l’ipotesi che il raid che ha ucciso il generale Iraniano Soleimani, ossia il “casus belli”, fosse partito proprio dalla base americana di Sigonella. Poi le voci circa un possibile coinvolgimento del Muos di Niscemi nell’attacco iraniano alle basi statunitensi in Iraq avvenuto stamane.

L’imam di Catania e presidente della comunità islamica in Sicilia ha così commentato i recenti allarmanti avvenimenti.

«Noi riteniamo che violenza genera sempre violenza. Il nostro augurio è che si cerchi una via, un negoziato per sedersi al tavolo e trovare una soluzione pacifica. Ciò che sta accadendo lo pagano, purtroppo, persone innocenti. Sia chi compie si chi subisce l’attacco. La Sicilia è terra di pace. Auspichiamo e ci auguriamo che da qui, da casa nostra, non partano segnali di guerra. Torni la ragione perché questi atti, se non vengono frenati, poteranno una distruzione nella zone in questione, nei paesi del golfo ed anche in Europa», dichiara Kheit Abdelhafid.

La speranza, infatti, è che si arrivi ad un accordo diplomatico mettendo fine alla scia di sangue che un conflitto di questa portata ha già causato e che potrebbe causare. Non a caso, si terrà domenica 12 gennaio una manifestazione regionale a Sigonella contro la guerra, auspicando la chiusura delle basi americane.

E.G.

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Redazione

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