fbpx
GiudiziariaPrimo Piano

Sequestrato il tesoro di Mario Ciancio Sanfilippo. Colpito anche il quotidiano La Sicilia

Confiscato un tesoro di non meno di 150milioni di euro al re dell’editoria Mario Ciancio Sanfilippo.

La Direzione Distrettuale Antimafia, il Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione ha emesso un decreto di confisca e di sequestro e contestuale confisca relativo a conti correnti, polizze assicurative, n. 31 società, quote di partecipazione detenute in ulteriori 7 società e beni immobili nei confronti di Sanfilippo, noto imprenditore operante nel campo immobiliare e dell’editoria.

Il valore dei beni, in corso di compiuta quantificazione, è non inferiore a € 150.000.000.

 Tra i beni dell’imprenditore catanese Mario Ciancio, di cui il Tribunale di Catania ha decretato di sequestro e confisca, vi è l’intero gruppo editoriale che fa capo all’editore tra cui il quotidiano ‘La Sicilia’, la maggioranza delle quote della ‘Gazzetta del Mezzogiorno’ di Bari e due emittenti televisive regionali, ‘Antenna Sicilia’ e ‘Telecolor’.

Il Tribunale ha nominato dei commissari giudiziari per garantire la continuazione dell’attività del gruppo. Il decreto riguarda conti correnti, polizze assicurative, 31 società, quote di partecipazione in altre sette società e beni immobili.

Il tesoretto svizzero

Nel 2015, all’imprenditore era statsequestrato un rapporto bancario intrattenuto da Ciancio, per il tramite di una società fiduciaria del Lichtenstein, in un istituto di credito con sede in Svizzera in cui sono depositati titoli e azioni per un valore, stimato allo stato, di circa 12 milioni di euro e, inoltre, la somma in contanti di circa 5 milioni di euro depositata presso una filiale di una banca etnea.

La replica di Ciancio Sanfilippo

«Nell’ambito del procedimento di prevenzione a mio carico – dice Mario Ciancio Sanfilippo – ritenevo di avere dimostrato, attraverso i miei tecnici e i miei avvocati, che non ho mai avuto alcun tipo di rapporto con ambienti mafiosi e che il mio patrimonio è frutto soltanto del lavoro di chi mi ha preceduto e di chi ha collaborato con me. Ritengo che le motivazioni addotte dal Tribunale siano facilmente superabili da argomenti importanti di segno diametralmente opposto, di cui il collegio non ha tenuto conto».

«I miei avvocati sono già al lavoro per predisporre l’impugnazione in Corte di Appello» aggiunge «Sono certo – spiega – che questa vicenda per me tristissima si concluderà con la dovuta affermazione della mia totale estraneità ai fatti che mi vengono contestati, come dimostra la mia storia personale, la mia pazienza e la mia ormai lunga vita nella città di Catania».

Mostra di più

Redazione

Quotidiano on-line siciliano
Back to top button