fbpx
CronacheMafiaNewsNews in evidenza

Confiscati 7 milioni di euro al clan La Rocca

Dalle prime ore della mattinata odierna personale della Direzione Investigativa Antimafia di Catania, diretta dal dr. Renato Panvino,  sta eseguendo il decreto di confisca beni emesso dal Tribunale di Catania accogliendo la proposta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, in esito alle indagini eseguite dalla D.I.A. di Catania, nei confronti di Faro Giuseppe, di 58 anni, noto imprenditore a capo di imprese operanti nel settore dell’edilizia e del movimento terra, ritenuto vicino all’organizzazione mafiosa facente capo al clanLA ROCCA”, affiliata alla potente famiglia mafiosa “SANTAPAOLA” di Catania di cui è rappresentante nel territorio di influenza di Caltagirone.

Faro Giuseppe, che annovera una condanna per una serie di rapine ai danni di autotrasportatori, è stato coinvolto nell’operazione di polizia denominata “CALATINO”, condotta dalla D.I.A. di Catania nel 2000 nei confronti del clan mafioso operante nel territorio di Caltagirone e comuni viciniori, storicamente capeggiato dal potente e considerato boss La Rocca Francesco (emerso anche in numerosi “pizzini” della corrispondenza con Bernardo Provenzano), affiliato alla famiglia mafiosa “SANTAPAOLA” di Catania. Sulla base delle risultanze investigative il FARO veniva giudicato e condannato, con rito abbreviato, alla pena di anni 3 di reclusione per il reato di estorsione in concorso, con l’aggravante mafiosa di cui all’art. 7 D.L. 152/91 e succ. mod.

La figura di FARO Giuseppe emerge inoltre, seppur non colpito da provvedimenti giudiziari, anche nell’operazione di polizia denominata “IBLIS”, nell’ambito della quale da una conversazione ambientale, lo stesso viene indicato quale soggetto sul quale il noto boss Vincenzo Aiello, all’epoca rappresentante provinciale di “Cosa Nostra”, poteva contare per l’illecita aggiudicazione di gare di appalto.

Con l’odierno provvedimento Faro Giuseppe è stato sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S. per la durata di anni due con obbligo di soggiorno nel comune di residenza e presentazione bisettimanale all’Autorità di P.S. territorialmente competente, nonchè al pagamento di una cauzione di €. 5.000,00.

Le indagini di natura economico-finanziaria e patrimoniale, delegate dalla locale D.D.A. alla D.I.A. di Catania e riguardanti il periodo compreso tra il 1992 ed il 2011, finalizzate a rilevare la capacità reddituale di FARO Giuseppe e del suo nucleo familiare, hanno permesso di accertare forti profili sperequativi tra i redditi dichiarati ed il patrimonio posseduto, tali da fondare la presunzione, condivisa dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania ed accolta dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Catania, di una illecita acquisizione patrimoniale derivante dalle attività delittuose connesse all’organico e prolungato rapporto di frequentazione di FARO Giuseppe con esponenti di vertice delle famiglie mafiose di Catania e Caltagirone.

 

Mostra di più

Redazione

Quotidiano on-line siciliano

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button