fbpx
CronachePrimo Piano

Confisca di beni dal valore di 800mila euro per membro di spicco del clan “Santapaola-Ercolano”

Scatta la confisca per Francesco Ferrera, membro di spicco del clan “Santapaola-Ercolano”. 

Le indagini patrimoniali delegate ai carabinieri hanno fatto emergere che all’interessato sono riferibili, in modo diretto o indiretto, diversi cespiti il cui valore è apparso sproporzionato rispetto ai redditi dallo stesso dichiarati.  Ferrera, inoltre, non è nuovo agli onori della cronaca a causa della sua pericolosità sociale. L’uomo è indiziato in quanto appartenente ad una associazione mafiosa.

Abitazioni, terreni agricoli e botteghe: il “bottino” di Ferrera

Immensi i beni soggetti a confisca:  un complesso immobiliare sito in via Penninazzo nel comune di Viagrande, acquistato in data 3.7.2003 ed intestato al figlio Natale Ferrera.

Il complesso è composto da: magazzino della consistenza di mq 11,  appezzamento di terreno con piccolo locale deposito di oltre 1.000 mq, abitazione di tipo popolare di vani 7,5, negozio e botteghe di mq 89; terreno agricolo di mq.1.097; un fabbricato rurale di circa mq.25.

Una lunga carriera davanti ai giudici

L’emissione del provvedimento di confisca in argomento scaturisce dalla sussistenza del presupposto della pericolosità sociale del Ferrera derivata dal suo coinvolgimento in numerose vicende giudiziarie.

Momento significativo della storia criminale di  Francesco  Ferrera è certamente la prima condanna definitiva irrogata nei suoi confronti dalla Corte d’appello di Catania nell’anno ’94. In questo processo fu accusato di associazione di tipo mafioso e per il reato di sequestro di persona.

Nel 1990 era già divenuta definitiva una precedente condanna per più violazioni delle disposizioni sul controllo delle armi. La sorveglianza speciale di P.S. con obbligo di soggiorno di 3 anni diviene definitiva nel 1995.

L’operazione Fiori Bianchi

Ma il percorso criminale di  Francesco Ferrera prosegue con una recente condanna che testimonia la propria incessante appartenenza mafiosa. Infatti, in data 20.01.2017 fu condannato in primo grado dal Tribunale di Catania per il medesimo reato di associazione di tipo mafioso, alla pena di 4 anni.

Si tratta di una condanna pronunciata all’esito delle indagini a seguito dell’operazione Fiori Bianchi. Ferrera risultata infatti appartenente della famiglia catanese di Cosa Nostra, promossa e diretta al vertice da Benedetto Santapaola,
Aldo Ercolano e Vincenzo Santapaola.

Nell’ambito della nuova associazione il Ferrera progettava traffici di stupefacenti e partecipava a riunioni associative con altri clan per risolvere, tra l’altro, questioni collegate ad estorsioni in danno di imprenditori.

I giudici, oltre a decretare la confisca di quanto sopra descritto, hanno altresì applicato al Francesco Ferrera la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza nella misura di anni 3 con obbligo di soggiorno nel comune di residenza.

E.G.

Mostra di più

Redazione

Quotidiano on-line siciliano

Potrebbe interessarti anche

Back to top button