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Confcommercio attacca sugli aeroporti. Sac: “Cda regolarmente in carica”

Catania –  Le dichiarazioni dell’Assessore Lo Bello sull’accorpamento delle Camere di Commercio non convincono la Confcommercio e, meno che mai, convince la nomina di un super commissario antimafia.

“La Regione – dichiarano – senza aver eccepito nulla di concreto, decide di violare la legge nominando un commissario che verifichi il lavoro dei commissari nominati dal ministero sviluppo economico.”

“Non si guarda agli interessi del territorio e alla corretta procedura del rinnovo – afferma il presidente di Confcommercio Catania Riccardo Galimberti – l’assessore Lo Bello smentisce se stessa e non giustifica lo stallo creato. Siccome si vuol gestire in un clima di commissariamento l’aeroporto di Catania, la parte politica si priva di dare il legittimo risultato a questa procedura”.
Confcommercio e le altre associazioni con essa schierate chiederanno un incontro con i capigruppo regionali, hanno dato mandato al legale di procedere nei confronti del presidente Crocetta e dell’assessore Lo Bello ed infine hanno chiesto un incontro con la Procura per segnalare fatti rilevanti e sono pronte ad un dibattito pubblico alla presenza del Sindaco Bianco per conoscere la sua posizione.

“Il vero problema –  continuano –  è il controllo degli aeroporti di Catania e di Comiso dove quella che è una minoranza non rinuncia a voler mantenere il controllo addirittura con un cronoprogramma che arriva fino a Novembre quando le cariche scadono a giugno, sempre che non siano già scadute da un anno!”

Una dichiarazione, questa, che ha suscitato le repliche della Sac: “L’attuale consiglio d’amministrazione della società è regolarmente in carica e nella pienezza dei propri poteri in virtù di una espressa volontà degli stessi enti soci, che hanno fissato la scadenza dell’attuale cda alla data di approvazione del bilancio 2015.

L’ipotesi di una assemblea dei soci a fine agosto scaturisce dal crono programma predisposto dal global coordinator, che verrà sottoposto all’assemblea, nella previsione di una quotazione a novembre prossimo.

In merito poi al processo in corso di quotazione in Borsa, la Sac tiene a sottolineare come non si tratti di una decisione assunta dal management, ma deliberata dagli enti soci. Ogni eventuale individuazione di altre forme di finanziamento per dotare la società delle risorse che permettano di rispettare il piano di investimento da 165 milioni di euro nei prossimi 4 anni riguarderà, ancora una volta, gli enti proprietari. Rispetto a tali decisioni, il management Sac non potrà che agire conseguentemente”

 

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Redazione

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