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Condorelli: il sapore del successo in Sicilia

Oltre che per i dolci d’eccellenza Condorelli ha anche una ricetta per il successo. Una formula che inventa il Cavaliere Francesco Condorelli e che tramanda ai figli.

«Il successo è nato parecchi anni fa» racconta con una certa modestia Giuseppe Condorelli in occasione del convegno dal titolo “Il futuro è nella qualità: il comparto dolciario quale volano per lo sviluppo dell’economia” promosso dalla fondazione “Cav. Francesco Condorelli” nell’ambito della giornata dedicata al Concorso per i prodotti dolciari che quest’anno ha mirato a premiare il pasticcere capace di preparare la migliore cassata siciliana.

La conferenza è stata moderata dal Giornalista economista Carlo Re e grazie a figure di spicco del settore ha permesso di rendere note analisi e riflessioni sul rapporto tra le tradizioni dolciarie e il suo impatto nell’economia di una regione, che punta sul turismo e sulle eccellenze da offrire ai visitatori. A fare gli onori di casa Giuseppe Condorelli.

Da sinistra della foto Salvatore Farina, Rosario Faraci, Salvatore Bardonaro, Antonio Pogliese, Carlo Lo Re, Giuseppe Condorelli, Salvatore Abate e Carlo Caputo
Da sinistra della foto Salvatore Farina, Rosario Faraci, Salvatore Bardonaro, Antonio Pogliese, Carlo Lo Re, Giuseppe Condorelli, Salvatore Abate e Carlo Caputo

Salvatore Farina Presidente Associazione Duciezio ha relazionato sul mito e la storia della cassata; Rosario Faraci Professore ordinario di Economia e gestione delle imprese presso l’Università degli studi di Catania ha reso noti i dati sulle imprese siciliane nel settore dolciario, mentre Salvatore Bardonaro Professore ordinario di Zootecnica generale presso l’Università degli studi di Catania ha illustrato il sistema ovino siciliano e le sue potenzialità produttive per il comparto dolciario. A Salvatore Abate Amministratore delegato della Roberto Abate spa cui è stato affidato il compito di delineare il ruolo e il peso dei dolci nel comparto commerciale italiano. Relazione di chiusura affidata al noto commercialista Antonio Pogliese.

Emerge subito che il settore dolciario in Sicilia è in crescita e ha delle potenzialità. Ma se oggi un dessert made in Sicily è sinonimo di eccellenza lo si deve anche e soprattutto all’industria Condorelli che fin dagli anni ’80 ha puntato sulla pubblicità ovvero sulla comunicazione dell’eccellenza dei suoi prodotti. L’azienda però non si è accontetata di dire solo quanto fossero buoni i suoi dolci, ha fatto di più connotandoli al territorio.

«Iniziammo nell’83 sponsorizzando Domenica In, programma cult della domenica, che all’epoca registrava quasi 4 milioni di telespettatori – racconta Condorelli – poi, a partire dall’87 abbiamo cominciato a fare comunicazione con publicità sulle reti televisive nazionali. Nostro testimonial  catanese Leo Gullotta che lo è stato per oltre 20 anni. Il rapporto tra l’azienda e Gullotta è statto uno dei più longevi nella storia della pubblicità.»

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Da sinistra il vincitore Francesco La Bella e Giuseppe Condorelli

Condorelli quindi punta sull’eccellenza del prodotto e sulla comunicazione con grossi investimenti, poi c’è la mission  della fondazione intitolata al Cavaliere che si prefige la valorizzazione dei prodotti tipici anche attraverso i concorsi, l’edizione 2017 è stata dedicata alla regina della pasticceria siciliana la cassata. Hanno partecipato più di 25 concorrenti provenienti da tutta l’isola ed anche dalla Calabria. Nella prima categoria ha vinto Francesco La Bella premiato con 1.500 euro. Nella seconda, apprendisti cuochi, ha vinto 1.000 euro Gianluca Quaranta. Altri premi in denaro sono stati riconosciuti ai secondi e terzi classificati del concorso.

E come ogni azienda di successo che si rispetti Condorelli ha delle prospettive: vuole puntare sui mercati esteri. «Ci prefiggiamo di migliorare la penetrazione in altri mercati anche se già l’azienda è già presente in circa 27 paesi all’estero – spiega Condorelli – ci sono ancora ampi margini di miglioramento».

Il famoso torroncino siciliano va già a ruba in Nord Europa e Nord America e da circa 10 anni è un prodotto cult in Brasile a San Paolo.

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Redazione

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