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Giudiziaria

Ignazio De Luca condannato in secondo grado

Arriva la condanna in secondo grado a cinque anni di reclusione per il giornalista Ignazio De Luca, accusato di truffa e peculato.

De Luca come funzionario dell’Ipab “Santa Maria del Lume”

Il pubblicista, tra il 2006 e il 2010, come funzionario dell’Ipab “Santa Maria del Lume”, si appropriava di ingenti somme di denaro. Partiamo dalla somma complessiva di oltre 227mila euro, in assenza di qualsiasi autorizzazione e della documentazione attestante le spese sostenute. Successivamente, De Luca ha erogato 138.869,56 euro dall’I.P.A.B. in favore della Cooperativa Papa Giovanni XXIII, in parte a titolo di remunerazione di lavori e servizi mai eseguiti dalla Cooperativa. Così, il giornalista occultava il denaro ricevuto illegalmente con fatture fittizie, in parte a titolo di remunerazione di servizi di consulenza in realtà mai effettuati dalla ditta “De Luca Ignazio” in favore della Cooperativa.

Contestata inoltre l’appropriazione di 97.483,00 euro erogata dall’I.P.A.B. in favore della Fondazione Santa Maria del Lume, a titolo di servizi di colonia marina solo apparentemente resi in favore dell’Ente Pubblico. La Fondazione invece era gestita dal De Luca interamente come un’attività imprenditoriale a scopo di lucro. Il pubblicista si è appropriato anche della somma complessiva di €100.853,60 erogata dall’I.P.A.B. in favore della Cooperativa San Domenico Savio, a titolo di servizi mai resi in favore dell’Ente Pubblico. Per i reati commessi, la condanna disposta dalla Seconda sezione penale della Corte di appello di Catania, in riforma della sentenza del tribunale di Catania si conferma di cinque anni.

Cadono in prescrizione, invece, le accuse che lo vedevano appropriarsi di una somma pari ad oltre 240mila euro frutto di fondi europei, per la mancata realizzazione di impianti di produzione di energie alternative e la falsificazione di buste paga.

La sospensione all’Ordine dei Giornalisti del Piemonte

De Luca, iscritto nell’Ordine del Piemonte, ha vissuto già la sospensione per un anno dal C.d.T dell’ODG Piemonte, anche in seguito ad un esposto della stessa Segreteria. La sospensione è stata successivamente revocata, in seguito al ricordo al C.d. nazionale, in attesa della sentenza di merito.

E.G.

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Redazione

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