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Comune di Catania. Tutte le risposte alle cooperative socio-assistenziali rinviate a martedì

C’è tensione tra le cooperative socio-assistenziali e il Comune di Catania. Le associazioni, infatti, non ricevono il corrispettivo economico per i servizi prestati da otto o in certi casi, persino undici mesi. Uno dei probabili rischi è che le cooperative chiudano i battenti.

Dopo la riunione di confronto tenutasi oggi al Comune di Catania tra gli amministratori delle cooperative, la Cgil, la FP Cgil e l’assessore al Bilancio Roberto Bonaccorsi, la situazione non sembra esser mutata.

Era previsto anche un sit-in dei lavoratori per le 10 di questa mattina, ma nessuno si è presentato. Un silenzioso segnale come metafora di una situazione estremamente critica e di rottura tra le parti sociali e le istituzioni.

L’assessore darà risposte concrete martedì.

«È stato un bilancio positivo, io ringrazio sia per la disponibilità, sia per come le cooperative si sono poste nei nostri confronti. Il loro grido di aiuto è stato accolto e apprezzo anche che abbiano compreso la situazione dell’Ente», dichiara Bonaccorsi.

«Le iniziative sono quelle che abbiamo illustrato», prosegue. «Non aspettiamo altro che arrivino i fondi per attingere alle disponibilità e distribuirle. Il Comune vive di risorse. In questo momento viviamo un’emergenza di cassa e si incassano i contributi per poi distribuirli. Ho chiesto qualche altro giorno di pazienza, martedì daremo una risposta».

«Ci stiamo muovendo per un contributo straordinario da parte della Regione e dello Stato ma ci sono degli iter un po’ più lunghi per questo stiamo prolungando la risoluzione a settimana prossima. Vedremo se attraverso le risorse dei contributi riusciremo a finanziare le cooperazioni», conclude l’assessore al Bilancio.

Il punto di vista delle associazioni.

Anna Pennisi, amministratore dell’associazione Mary Poppins, lancia un grido d’aiuto. La situazione è alla deriva ed è alto il rischio che possano fallire.

«Ci hanno detto di pazientare poiché loro non hanno risorse. Purtroppo noi abbiamo bisogno di risposte concrete sia per chi vive le strutture, sia per i lavoratori che prestano il loro servizio di assistenza. Non abbiamo più fondi per poter continuare il nostro lavoro, abbiamo bisogno di risposte, che ci paghino anche in quota parte, anche solo mezzo mese. Almeno qualcosa per ricominciare», afferma Pennisi.

«A Catania non ci sono servizi sociali, o meglio sono dimenticati da Dio. È una fetta importante della città: assistiamo 3000 persone disagiate e abbandonate. La situazione è gravissima. Mi auguro però che l’assessore sia stato sensibile alle nostre istanze, spero che da oggi ci possa essere un dialogo costante con l’amministrazione. Noi martedì speriamo in esiti positivi, anche per dare fiducia ai nostri collaboratori e ai nostri utenti», si appella così Anna Pennisi.

Ogni possibile risoluzione o proposta slitta a martedì.

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