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Comunali, l’assemblea di sinistra finisce in rissa

"Notarbartolo? Non lo voteremo mai!", e si da il via a urla e insulti.

Si è tenuta ieri all’Ostello degli Elefanti di Catania l’assemblea di Sinistra che avrebbe dovuto indicare un programma e un candidato sindaco per le prossime elezioni comunali. Come da copione, tuttavia, gli obiettivi sono stati mancati e anzi l’assemblea si è conclusa come nella migliore tradizione di sinistra, cioè con urla e insulti delle varie anime presenti e tra i pochi partecipanti.

“Il problema – dice un militante storico – non è nemmeno politico, è psichiatrico. Più che di dirigenti politici questa sinistra catanese avrebbe bisogno di dirigenti sanitari. Si assiste tra l’altro a un fenomeno nuovo: queste assemblee cominciano a essere partecipate anche da soggetti psicologicamente fragili che vengono manipolati e manovrati da qualche vecchio lupo rosso. In qualche caso vengono anche istigati a screditare e a infamare gli avversari politici in rete e sui social. C’è già qualcuno che ha segnalato questi fatti di stalkeraggio alle autorità competenti.” E rincara la dose: “Del resto, se uno è sano di mente non può certo assecondare certi personaggi e certi riti.”

Ma al di là del dato psichiatrico, il problema politico si è verificato soprattutto sul nome di Niccolò Notarbartolo, proposto come candidato sindaco da Claudio Fava e sostenuto da Matteo Iannitti di Catania Bene Comune. Nome che non è andato giù agli ambienti di Rifondazione Comunista e in particolare a Mimmo Cosentino e ad Alessio Grancagnolo che nei loro interventi hanno bocciato nettamente l’ipotesi.

Tra i militanti c’è sgomento e amarezza. In un post di stanotte, pubblicato su facebook dal fotoreporter Francesco Nicosia, viene descritta una situazione sconcertante.

“Non pensavo di dovere scrivere ciò che sto per scrivere, ma stasera ho avuto la conferma della presenza, all’interno dell’assemblea, di alcuni elementi storici della sinistra più radicale, che consegneranno la nostra Catania alla peggiore destra che sia mai esistita.
E questo non per merito dei politici di destra e dei fascisti, ma a causa dell’inadeguatezza di queste persone, che osano chiamare compagni gli stessi che criticano e delegittimano con tanta fierezza.
Mettetevi una mano sulla coscienza, voi umili uomini e donne di sinistra, la stessa sinistra che avete ucciso con i vostri proclami autoreferenziali.

Mi rivolgo proprio a voi: ma non vi state chiedendo cosa pensa la gente di voi? Cosa pensano i cittadini delle vostre continue discutibili divisioni? Vi siete mai soffermati a chiedere ai lavoratori, ai pensionati, agli studenti, alle casalinghe, ai disoccupati, agli immigrati e a tutte le altre categorie di gente che vive questa città cosa realmente pensa di voi? Voi che decidete le sorti di questa sinistra che non si muove e si fossilizza su chi candidare e su chi no, senza discutere di programmi e di strategie.

Sono uscito particolarmente deluso da questa assemblea, perché ho vissuto per l’ennesima volta l’illusione di una rinascita a sinistra, e in realtà ho assistito all’aborto spontaneo della stessa.
Ipocrisia, autoreferenzialismo, sono alla base del vostro mondo, e non chiamatelo sinistra. Abbiate questa decenza per favore.

Voi non mi rappresentate, come non riuscirete a rappresentare nessuno in questa città. Mi chiedo come possa ancora “lottare” contro i mulini a vento il buon Matteo Iannitti, cercando il confronto con voi. Lui che la sinistra la incarna con le sue azioni e le sue parole di unità. Poi vi chiedete perché il Movimento 5 Stelle riesce a portare i risultati a casa.

Che schifo e che delusione. L’unico modo affinché la sinistra rinasca a Catania è che certa gente, si faccia da parte, se ne vada in pensione e si faccia strada a gente che vuole realmente parlare e confrontarsi, con metodo e spirito di condivisione.”

Una sintesi che dovrebbe fare riflettere i militanti della Sinistra catanese.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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