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“Comportati da uomo” di Giovanni Battista Menzani. LiberAria editrice

Il maschilismo raffinato dell'architetto uomo Giovanni Battista Menzani è il libro del mese.

Torna il Libro del mese e lo troveremo ogni primo martedì del mese.

Comportati da uomo è il lavoro ben confezionato dalla LiberAria editrice e da quel bravo scrittore che è Giovanni Battista Menzani. Al quale diamo parere favorevole.

Ci chiediamo perché case editrici che fanno bene il loro lavoro pubblicano idioti che si inventano balle. Perché danno luce a gentaglia, che discrimina, che vessa, che oltraggia, che insulta e offende, addirittura i propri colleghi di casa editrice medesima.

Poi ci rincuoriamo con case editrici come LiberAria che pubblicano autori che tali sono.

Magari il loro tempo non è dedito alla cazzata, ma al lavoro, magari a fare l’architetto e non il coglione da bettola.

Questo il caso di Giovanni Battista Menzani, che col ritorno in libreria con “Comportati da uomo“, novelleggia il sessimo, il maschilismo, lo screditamento …. di cosa?

Comportati da uomo
Comportati da uomo

Di chi, nel paradosso, con una affermazione come il titolo del libro ribalta e stravolge ciò che si vuol realmente intendere. Il nostro autore, è un filantropo, che fa muovere i propri personaggi a supporto di altri, professionisti altolocati, barbieri che pensano d’esser provocati (quando invece li si sta sollecitando per sostenerli), baristi, collezionisti di tartarughe, ludopatici et alii.

Con questa raccolta di novelle, Menzani torna all’ attenzione del pubblico e con la sua pulita ironia e gentile spinta emotiva, rende onore alle differenze sostanziali del linguaggio, della cadenza e del contesto in cui si verificano e realizzano gli accadimenti.

Un libro che noi consigliamo e che ci onoriamo di raccontare d’averlo letto in anteprima per grazia ricevuta da Federica Patera e Giorgia Antonelli, qualche giorno prima della pubblicazione.

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Salvatore Massimo Fazio

Di lui sappiamo che è contro il bigottismo sociale "è mafia pura" e che decide di vivere la socialità solo per lavoro, o rare volte al bar da Enzo quando torna a Catania. Nel 2016 col saggio "Regressione suicida", non inganni il titolo, è un invito a ripercorrere tutte le tappe della vita sino a risorgere nella veste indipendente, senza pendere dal pensiero (e da) alcuno, desta polemiche. Si ritira anche dalle direzioni artistiche "[...] non dimenticatevi che sono anche un operatore sociale e un tutto fare". Ha dichiarato difficoltà e malessere nell'aderire alle filosofie dei due outsider che ha approfondito per circa 16 anni, Emil Cioran e Manlio Sgalambro, dei quali estese la propria tesi di laurea: "C'è un motivo per il quale non posso dichiararmi filosofo, né studioso di filosofia, nonostante la stampa continua a farlo e io continui a smentirlo".

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