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Commerciante ucciso a San Benedetto del Tronto, due fermati a Catania

Sembra essersi risolto il mistero dell’omicidio di Pietro Sarchiè, il pescivendolo di San Benedetto del Tronto, scomparso il 18 giugno 2014 e ritrovato carbonizzato il 5 luglio. I Carabinieri hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere e due agli arresti domiciliari per i presunti responsabili, emesse dal Gip del Tribunale di Macerata. Tra i presunti assassini, due fermi anche a Catania. Si tratta di Giuseppe Seminara e il figlio Salvatore.
I carabinieri di Camerino e Macerata hanno invece notificato un’ordinanza di arresti domiciliari a due presunti complici, uno residente a Castelraimondo e uno che vive nella frazione di Gagliole.  Le indagini della procura di Macerata si erano presto concentrate sul gruppo di catanesi, che secondo avrebbero agito per conquistare il mercato della vendita al dettaglio di pesce nella zona.“

I quattro arrestati sono accusati di omicidio premeditato, occultamento e vilipendio di cadavere, ricettazione e riciclaggio, dato che i pezzi del furgone rubato su cui fuggirono sono stati rivenduti, rapina e favoreggiamento personale.

 

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Redazione

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