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Comitato San Berillo e No PUA, ovvero le roccaforti dell’ISIS

Ieri il consiglio comunale di Catania è stato letteralmente blindato. Controlli severi e ferrei. Chi ha uno zainetto neanche viene fatto entrare, identificazioni con documenti alla mano, per assistere ad un diritto dei cittadini, il consiglio comunale. Polizia carabinieri a iosa, in una città ai vertici nazionali per la microcriminalità, per non parlare di quella mafiosa. E poi ciliegina: numero chiuso, solo 30 privilegiati ( manco alla prima della Scala ) per vedere cosa fanno i rappresentanti eletti dal popolo catanese ( che per notizia erano pochini tanto da far mancare il numero legale, all’uopo domanda “ populista “:quanto è costato, in forze di sicurezza, questo non consiglio comunale? Perché il costo sicurezza non lo accolliamo agli assenti?)

Torniamo alla sicurezza e alla blindatura, che non mi stupisce ma mi fa paura.

Non mi stupisce perché la Storia ci deve insegnare che in nome del terrore (per i barbari, la peste, i saraceni -già ai tempi l’islam metteva paura- , il terrorismo interno, l‘Unione Sovietica, i comunisti, Al Queda e oggi l’ISIS) bisogna sacrificare un po’ di libertà.

Per combattere le B.R. in nome della libertà la polizia italiana ammazzava gli studenti Giorgiana Masi, e Francesco Lo Russo.

Non mi stupisco però ho paura. Ho paura perché la Storia ci insegna che quel colpire i Diritti, le Libertà, non serve per il colpire la Scusa, ma l’opposizione e il dissenso.

Ai tempi del sequestro Moro tanti erano i segnali che potevano far intuire dove Moro fosse tenuto prigioniero, ma furono incredibilmente ignorati, in compenso per cercare Moro si distrussero con retate con controlli da stato totalitario, tanti movimenti politici, che tutto erano tranne terroristi. Penso in primi all’area dell’Autonomia.

In nome del Terrore dell’ISIS, in nome della solidarietà alla Francia (la Francia che, l’altro ieri, ha distrutto uno stato comunque sovrano come la Libia) blindiamo un consiglio comunale, andato comunque deserto.

Ma qualcuno può veramente pensare che kamikaze dell’ISIS volessero far saltare palazzo degli elefanti, la sede del Comune di Catania?

Oppure la Giunta, i consiglieri, avevano paura di raccontare avanti ai rappresentanti del comitato San Berillo (noti terroristi) e comunque avanti la città l’ennesimo scempio ambientale urbanistico.

Eccola qui la solita faccia del Potere. Che non si preoccupa della mafia, men che mai la combatte, come non si preoccupa, né la combatte, della criminalità spicciola dovuta, anche, alle sacche impressionanti di assenza dello Stato, con i suoi diritti (negati): lavoro, casa, istruzione.

La criminalità organizzata o meno produce comunque economia, e il Potere non distingue tra economia bianca o nera.

Il potere si preoccupa anzi ha paura e combatte, utlilizzando gli strumenti creati o che dovrebbe creare per Altro, l’opposizione a se stesso.

Per il Potere è più pericoloso un comitato che lo sfida invocando diritti, come il Comitato San Berillo o il comitato No PUA che cosa nostra.

Ma si sa Parigi val bene una messa (al bando).

Goffredo D’Antona – avvocato –
Tratto da wordpress con il consenso dell’autore

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