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“Come un granello di sabbia”: in scena il dramma di Giuseppe Gulotta

La storia di un uomo e della sua ritrovata libertà, così si potrebbe definire “Come un granello di sabbia”. Lo spettacolo teatrale andrà in scena stasera alle ore 21:00 e in replica, domenica alle 18:00 presso il Teatro Angelo Musco.

A presentarlo ai lettori dell’Urlo è Francesca Vitale, ospite della rubrica “Un caffè con…” di Alfredo Polizzano.

La storia di Giuseppe Gulotta

Il 27 gennaio dl 1976 ad Alcamo Marino, in provincia di Trapani, vengono assassinati due giovani carabinieri. I due, Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta, dormivano in caserma e l’omicidio si svolse in circostanze misteriose.

Le indagini portano all’arresto di alcuni giovani del luogo: Giovanni Mandalà, Gaetano Santangelo, Vincenzo Ferrantelli, Giuseppe Gulotta. La tempestività con la quale il caso viene chiuso è sospetta, si sente il peso di dover nascondere fatti incresciosi come il riposo dei due militari in caserma. Le ipotesi avanzate sul movente furono le più varie, tra cui anche la possibilità che si trattasse di un avvertimento da parte della Mafia. Indagò sull’omicidio anche Peppino Impastato, lo stesso che dopo un po’ di tempo morì sotto gli occhi vigili di Cosa Nostra.

Non fu facile fare confessare il diciottenne Giuseppe Gulotta, giovane muratore, un delitto che non aveva mai compiuto. Ma dopo un massacro, che non lo uccise semplicemente perché era un ragazzo forte e in salute, Gullotta ormai stremata confessò. E inizierà proprio qui il suo calvario che si sviluppa in 22 anni di carcere.

L’uomo chiese una prima volta la revisione del processo, una volta rigettata, fece ricorso in Cassazione. Ma la vera svolta avvenne solo quando Renato Olino, un ex brigadiere dei carabinieri che avevano condotto le indagini, si presenterò ai magistrati di Trapani. Qui Olino confessò i metodi poco ortodossi con cui aveva costretto ad ammettere l’omicidio dei due carabinieri.

Sono trentasei gli anni di lotta giudiziaria che porteranno, finalmente, alla revisione finale con l’ultimo processo,  svolto a Reggio Calabria, in cui è stata decretata la completa estraneità ai fatti sua e degli altri tre accusati e morti prima che fosse fatta giustizia.

Lo spettacolo

«Salvatore Arena e Massimo Barilla, autori e registi dello spettacolo, hanno reso questa storia conoscibile al pubblico. Raccontano come la giustizia non esista in queste situazioni, la si nega perché la si vuole negare» così commenta Francesca Vitale.

“Come un granello di sabbia” però non si limiterà a dar voce alla straziante storia di Giuseppe Gulotta. Presente allo spettacolo, infatti, pronto a confrontarsi con il pubblico ci sarà proprio Gulotta in persona. Dopo la rappresentazione, si terrà un dibattito tra pubblico e registra come di consuetudine per la scena di Palco Off.

Giuseppe Gulotta, inoltre, ha fondato un’associazione che si occupa di aiutare le vittime degli errori giudiziari con un’opportuna difesa.

La sua storia è l’esempio più lampante di una cattiva giustizia, di un sistema omertoso e corrotto che ha visto l’incarcerazione di un innocente per ventidue lunghi anni.

Posted by L'Urlo on Friday, 9 November 2018

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