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Come nasce la foto vincitrice del contest di National Geographic. Lo spiega l’autore Luciano Gaudenzio

Fotografando una delle bocche dell’Etna in escandescenza ed immortalando come in un quadro il contrasto tra il flusso caldo della lava incandescente contro il blu della nebbia gassosa delle montagne, Luciano Gaudenzio fotografo friuliano si è aggiudicato uno dei più importanti premi di fotografia a livello internazionale: “Wildlife photographer of the year” da National Geographic  nella sezione “Earth’s Environments”. 

Nato a Pordenone, laureato in Economia Aziendale, dopo diversi anni nella carriera della consulenza aziendale,  Luciano ha scelto di lavorare come fotografo professionista. Le sue immagini sono apparse sulle copertine e negli articoli delle più rinomate riviste nazionali ed internazionali come Bell’Europa, Bell’Italia, Dove, Meridiani, Panorama Travel, Terra, FotoCult, Oasis, Asferico, Viaggi del Gusto, Naturbilder, Country Life, Conde Nast Traveller, Focus, RootsMagazine e molte altre. Ha anche contribuito alla realizzazione di diversi libri di fotografia.

Lo abbiamo intervistato per scoprire la storia di questa straordinaria fotografia.

Qual è stato il percorso che hai compiuto per arrivare a scattare questa magnifica foto vincitrice del rinomato premio?

«Mi trovavo in Sicilia con un mio collega per “l’altro versante”, che è un progetto di riscoperta delle montagne italiane. Tutto l’accaduto non è stato soltanto frutto di un piano studiato anticipatamente per due mesi ma posso dire che è stato anche un colpo di fortuna. Ci trovavamo sull’isola di Stromboli a fotografare le famosissime eruzioni del vulcano, quando da amici di Catania abbiamo saputo che sul versante sud dell’Etna si era aperta una bocca eruttiva a circa 3.200 metri che stava dando luogo ad un interessante fiume di lava: uno dei momenti più interessanti verificatosi negli ultimi anni».

«Ci siamo precipitati subito a Catania verso il rifugio Sapienza, abbiamo preso la funivia che ci ha portati in quota ma abbiamo anche dovuto impiegare circa sette ore di trekking per arrivare. Siamo arrivati nel punto perfetto e ci siamo trovati di fronte ad uno spettacolo incredibile che ci ha causato delle emozioni indescrivibili. Abbiamo aspettato il tramonto, quando era quasi buio abbiamo potuto scattare la foto che ha rappresentato un momento unico tra gli innumerevoli spettacoli che ogni giorno la natura ci può offrire».

Cosa ti ha colpito di più quando hai visto Catania- ed in particolare l’Etna- e quindi qual è il rapporto che hai con la nostra città e con i catanesi?

«La prima volta che ho visto la vostra bellissima regione è stato due anni fa e ne sono rimasto veramente colpito. Fino ad allora avevo avuto l’occasione di ammirarla solamente in televisione o in foto, ma non ti aspetteresti mai di trovarti di fronte ad una natura così prorompente, con un fascino incredibile che mi ha davvero rapito! Quindi ho deciso di tornarci perché volevo esplorare ogni parte dell’Etna e di Catania. Tra l’altro era la prima volta che fotografavo le bocche di un vulcano e per me è stata veramente un’emozione unica».

«Quello che mi ha colpito di più dei catanesi, invece, è il loro amore per la natura e per la terra in cui vivono. Inoltre ho avuto modo di avere a che fare con la vostra grande generosità: per arrivare alla bocca abbiamo dovuto attraversare un campo di lava di eruzioni antiche dove chiaramente non ci si può orientare da soli. Alcuni fotografi esperti del posto ci hanno aiutato, un gesto unico che non avrei scoperto in altre parti del mondo. Questa grandissima generosità e voglia di condivisione non è da tutti».

«Una particolarità del vostro territorio che mi ha colpito di più è la splendida fioritura di ginestre che si ammira in primavera. Il paesaggio si tinge di giallo e sullo sfondo si può ammirare il vulcano. Per voi che lo osservate ogni giorno è la normalità ma per chi non vive in Sicilia è qualcosa di straordinario».

Qual è il tuo rapporto con la Natura e cosa rappresenta per te? 

«La fotografia per me, inizialmente, era un hobby. In seguito ho deciso di farne un lavoro. La mia passione per la fotografia in realtà è nata dal mio grande amore per la natura. La fotografia è talmente potente come mezzo di comunicazione che ho deciso di condividerla con gli altri trasmettendo gli istanti delle mie emozioni e il mio amore per essa che tra l’altro mi è stato trasmesso a loro volta dai miei genitori».

«Credo che inoltre il grande potere della fotografia sia quello di riuscire a conoscere davvero le cose guardandole. Conoscendo la natura, puoi e devi salvaguardarla.»

 

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