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Come alienare Acireale in 500 giorni di immobilismo. Gli interrogativi

Sono passati 500 giorni da quando Barbagallo, insediatosi  alla guida  della ridente cittadina ionica inneggiava al cambiamento, ma veramente il cambiamento è stato attuato? A sentire i cittadini acesi, anche quelli ché ci avevano creduto, pare di no.

Cosa succede con il cosiddetto asse del cambiamento Barbagallo-Nicotra-D’agostino?

Si parla di una città agonizzante stretta nella morsa di una macchina amministrativa immobilizzata anche sul normale svolgimento della quotidianità.

Cosa li blocca? Perchè la raccolta differenziata dal 5% e’ scesa al 2%, perché i progetti stentano a decollare per usufruire dei fondi europei che vengono messi a disposizione? Già qualcuno, per stessa ammissione dell’amministrazione, è stato restituito al mittente.  Perché le 3 tranche di un milione di euro inseriti nel bilancio regionale a favore dei danni causati dalla tromba d’aria del 5 novembre non sono ancora stati erogati?  I 473 mila euro dell’assicurazione del Maugeri, saranno sufficienti per il progetto che prevede la sistemazione del tetto? quando inizieranno i  lavori? Come mai slitta la consegna del Palavolcan da settembre a dicembre, ed anche per dicembre si dispera perché l’incuria ha aumentato i danni? Perchè la villa Belvedere è rimasta avvolta nel mistero e non può essere restituita ai cittadini?

Qualcuno più pessimista afferma “Acireale muore nell’indifferenza e nell’abbandono, dove amministrazione e opposizioni si amalgamano nell’inutilita di sedute consiliari considerate  senza senso” , “forse  per le  dinamiche di partiti, per i giochi  di sistema, mostrandoli nel loro insieme, inattivi, incoerenti, indifferenti a tutto, finiremo nel tritacarne”.

 

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