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Psiche e Società

Colpa. Senso di colpa e Covid

Colpa. Abbiamo parlato degli effetti dell’isolamento facendo cenno al senso di colpa in relazione al Covid.

Partiamo da cosa intendiamo per senso di colpa.

Cos’è il senso di colpa?

Il senso di colpa è una emozione complessa che si sviluppa durante l’infanzia poiché è classificata come “morale”.

La morale si sviluppa grazie all’educazione che ci viene impartita fin dalla tenera età. In cui si tende a promuovere un comportamento etico corretto e una punizione quando si trasgredisce alla norma.

La colpa può anche essere un sentimento, che si origina da un giudizio negativo non solo dalle persone che ci circondano, ma soprattutto da noi stessi, per un atto mancato o compiuto verso un’altra persona o cosa.

Generando così del rimorso o del rimpianto, in quanto si percepisce il peso della responsabilità di aver fatto, ma anche di non aver compiuto quel determinato gesto.

Covid + isolamento + senso di colpa

Da quasi un anno a questa parte abbiamo sentito non solo parlare del covid, c’è chi ci crede e chi no , i così detti “negazionisti”, ognuno può fare quello che vuole. Solo che ogni azione ha le sue conseguenze e purtroppo queste cose si comprendono solo quando è ormai tardi.

Sentiamo la quantità di morti vicino o distanti da noi a causa del Covid, ma se attiviamo lo zoom su alcune storie trasformando un numero in una persona, notiamo che lo sfortunat* è stato contagiato possibilmente da un parente. Un parente che non sapeva, ovviamente, lui stesso contagiato a causa del lavoro o di un amico e che per distrazione o abitudine andando a trovare i propri parenti dimentica la distanza.

La colpa in questi casi è molto pericolosa per la propria salute mentale. Sentire la responsabilità della morte del proprio caro, è difficile da vivere soprattutto senza un aiuto psicologico/psicoterapeutico.

Un lutto muto per via delle limitazioni del covid e di non poter ammettere la colpa poiché è difficile da tollerare.

Per evitare questo i più consapevoli del pericolo Covid, o magari perché sono venuti a sapere dell’episodio appena descritto, evitano di vedere i parenti.

Anche in questo caso la colpa emerge, poiché si è difficile non vedere le persone che amiamo e che magari non capiscono che è fatto per il loro bene.

Certe volte siamo costretti a scegliere il male minore.

Questo periodo è pieno di preoccupazione, frustrazione e senso di colpa e spesso c’è anche la rabbia.

Rabbia verso la vita, il governo il vicino che non si mette la mascherina.

Negare queste emozioni e sentimenti ci rende ciechi verso la nostra emotività e ciò può danneggiarci.

Al contrario essere consapevoli di quello che proviamo può aiutarci a vivere questo periodo usando la nostra resilienza e non la nostra capacità di resistere.

Se hai domande o vuoi approfondire l’argomento contattatami nel mio profilo Instagram @angelaiintelisano e segui l’urlo sullo stesso canale social @lurlo.

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