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Salute

CoEHAR lancia delle app che ti aiutano a smettere di fumare

Un nuovo articolo dei ricercatori del CoEHAR conferma che le app per smartphone e gli strumenti di rilevazione e monitoraggio della ritualità legata al tabagismo, sono utili per aiutare le persone a smettere di fumare o a ridurre il consumo di sigarette.

I ricercatori del CoEHAR– Centro di Eccellenza per la Riduzione del Danno da Fumo – guidati dal Prof. Sebastiano Battiato, delegato ai Sistemi Informativi e alla Programmazione Strategica dell’Università degli Studi di Catania – hanno valutato ben 32 nuove tecnologie di monitoraggio e tracking atte a contrastare la dipendenza tabagica.

Come combattere il tabagismo?

La selezione degli strumenti da valutare è avvenuta tra quelle già analizzate in studi pubblicati su PubMed, Scopus e Google Schoolar.

Dunque, da quanto emerso, app come MyQuitCoach, Quit Smoking, Craving to Quit!, QuitNow!, Quit, Smoke Free e altre possono essere utili a contrastare e ridurre il rischio associato al fumo di sigaretta.

«Seppur con metodologie di monitoraggio diverse-commenta Battiato- le app risultano strumenti molto utili per monitorare l’abitudine tabagica e per motivare a smettere, inoltre, gli studi scientifici analizzati dimostrano che questi strumenti possono vantare risultati promettenti.»

«Tuttavia va considerato che la loro applicazione nella vita quotidiana non è priva di difficoltà; per questi motivi-aggiunge Battiato- sono necessari maggiori investimenti per la ricerca scientifica applicata agli strumenti tecnologici per far smettere di fumare, con l’obiettivo di definire sistemi affidabili in grado di garantire elevate prestazioni nell’utilizzo reale della vita di tutti i giorni».

Cionostante, mentre la maggior parte delle app si basa sull’auto-report dei partecipanti alcune soluzioni più innovative, che sfruttano sensori indossabili come gli smartwatch o smartband potrebbero risultare di maggiore impatto grazie alla tecnica cognitivo-comportamentale data dall’auto-monitoraggio.

Infatti, potersi e sapersi autovalutare determina un incremento del livello di consapevolezza e un maggior controllo del proprio comportamento da fumo compulsivo di sigarette convenzionali.

Per il fondatore del CoEHAR, Prof. Riccardo Polosa: «Diventa sempre più chiaro come l’innovazione tecnologica stia guadagnando un ruolo centrale nella gestione della nostra quotidianità. Solo così si potranno trovare soluzioni utili per diffondere stili di vita più sani».

Non a caso il team di ricerca di questo lavoro ha visto la partecipazione di diverse professionalità scientifiche: Alessandro Ortis- Dipartimento di Matematica e Informatica-, Pasquale Caponnetto-Docente a contratto di Clinica delle Dipendenze presso il corso di laurea in Psicologia- e Toti Urso, Project manager dell’ateneo catanese.

G.G.

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Redazione

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