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Cocaina e crack in via Piombai: sgominata piazza di spaccio

Le vedette, se “poco attente” sul lavoro, venivano picchiate e sbeffeggiate sui social dal capo del gruppo criminale

Disarticolata la piazza di spaccio in via Piombai, centro nevralgico dello storico quartiere catanese di San Cristoforo. Un giro di spaccio fiorente che fruttava ben 10mila euro al giorno. 

Dalle prime ore del mattino i Carabinieri del Comando Provinciale di Catania, coadiuvati da reparti specializzati dell’Arma (Compagnia di Intervento Operativo del XII° Reggimento “Sicilia”, Nucleo Elicotteri e Nucleo Cinofili), stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale etneo nei confronti di 25 persone indagate, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, nonché spaccio e detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

Alla luce di quanto emerso dalle attività di indagine è stato ritenuto che a capo del sodalizio vi fosse Giovanni Alfio Di Martino il quale, con il costante supporto del nipote Giuseppe Di Martino, aveva trasformato la propria abitazione e l’agglomerato di immobili di pertinenza della famiglia ad essa attigui, in un vero e proprio fortino dello spaccio. All’abitazione si poteva accedere soltanto tramite due portoni blindati costantemente sorvegliato da cani di grossa taglia oltre ad un sistema di videosorveglianza che inquadrava da diverse angolazioni tutte le strade d’accesso al luogo di smercio, attivato per proteggere gli spacciatori dall’eventuale irruzione delle forze dell’ordine.

La contiguità degli immobili, fra loro direttamente collegati dal civico 42 al 52, assicurava inoltre agli spacciatori la possibilità di spostarsi agevolmente da un edificio all’altro per occultare o confezionare lo stupefacente e soprattutto di guadagnare una via di fuga in caso di irruzione delle forze dell’ordine.

L’accesso degli acquirenti, che avveniva senza soluzione di continuità dalle ore 17.00 alle ore 07:00 del mattino seguente, era regolato dalle vedette poste a sorveglianza di via Piombai, che ne autorizzavano sia l’accesso e l’uscita solo in situazioni di massima sicurezza e sempre sotto il vigile controllo di Giovanni e Giuseppe Di Martino. Quest’ultimi non esitavano ad impiegare metodi autoritari, sino alle percosse, per redarguire i sodali che non avevano tempestivamente avvertito del sopraggiungere delle forze dell’ordine oppure selezionato e regolato adeguatamente l’afflusso dei clienti.

Le sostanze più redditizie per la piazza di spaccio erano cocaina e crack.

Alcune delle vedette, inoltre, erano state picchiate e costrette a subire derisioni ed umiliazioni di vario genere per mano del capo piazza che immortalava il tutto con il proprio cellulare e ne postava i video su Tik Tok, al fine di avvalorare pubblicamente la loro posizione di subordinazione. Uno di essi, addirittura, era stato costretto a “tuffarsi” nel contenitore dell’immondizia oppure a farsi avvolgere il volto con del nastro isolante.

L’attività investigativa ha anche consentito di delineare la partecipazione attiva all’organizzazione di tre donne fra cui la moglie (Silvia Monica Maugeri) e la cognata (Georgiana Xenia Bontu) di Giovanni Di Martino, le quali gestivano i guadagni della piazza, occultando il denaro contante incassato, nonché affiancavano e talvolta sostituivano gli uomini della famiglia nel controllo ed organizzazione delle attività, non curandosi affatto in alcuni frangenti della presenza dei figlioletti di appena 1 e 4 anni.

La nipote, Vita Giuffrida, invece, insieme al compagno Antonino Bonaceto, aveva il compito di rifornire quotidianamente la piazza poco prima dell’apertura alle 17:00, così da evitare la disponibilità di ingenti quantitativi di sostanza nei luoghi dello spaccio ed il connesso rischio di rilevanti perdite economiche.

Le investigazioni, hanno portato, in tempi brevi, all’ordinanza cautelare nei confronti dei 25 indagati solo alcuni mesi dopo la conclusione delle attività di indagine, ad ottobre 2020.

Inoltre, undici degli odierni indagati sono risultati percettori o beneficiari del “reddito di cittadinanza” e pertanto verranno segnalati all’autorità competente per la conseguente sospensione del beneficio.

Arrestati

1. DI MARTINO Giovanni Alfio, classe 1991 (art.74 D.P.R. 309/90)
2. DI MARTINO Giuseppe, classe 2001 (art.74 D.P.R. 309/90)
3. BONTU Georgiana Xenia, classe 1991 (art.74 D.P.R. 309/90)
4. PULVIRENTI Pietro, classe 1998 (art.74 D.P.R. 309/90)
5. BLANDINI Domenico Dario, classe 1987 (art.74 D.P.R. 309/90)
6. PULVIRENTI Carmelo, classe 1976 (art.74 D.P.R. 309/90)
7. MOTTA Carmelo, classe 1989 (art.74 D.P.R. 309/90)

8. GUARNERI Angelo, classe 1990 (art.74 D.P.R. 309/90)
9. LAUDANI Orazio, classe 1993 (art.74 D.P.R. 309/90)
10. DI MAURO Giuseppe, classe 1988 (art.74 D.P.R. 309/90)
11. BONANNO Antonio Giovanni, classe 1987 (art.74 D.P.R. 309/90)
12. BONACETO Antonino, classe 1994 (art.74 D.P.R. 309/90)
13. GIUFFRIDA Vita, classe 1997 (art.74 D.P.R. 309/90)
14. PANTELLARO Vincenzo, classe 1981 (art.74 D.P.R. 309/90)
15. VINCIGUERRA Mario, classe 1996 (art.74 D.P.R. 309/90)
16. MARCHESE Giovanni, classe 1999 (art.74 D.P.R. 309/90)
17. MARCHESE Domenico, classe 1978 (art.74 D.P.R. 309/90)
18. SPAMPINATO Giuseppe, classe 1989 (art.74 D.P.R. 309/90)
19. DI GUARDO Antonino Valentino, classe 1987 (art.73 D.P.R. 309/90)
20. MESSINA Sergio Fortunato, classe 1976 (art.73 D.P.R. 309/90)
21. D’AMICO Giuseppe Alessandro, classe 1990 (art.73 D.P.R. 309/90)

SOGGETTI DESTINATARI DI MISURA CAUTELARE DEGLI ARRESTI

DOMICILIARI:
1. MAUGERI Silvia Monica, classe 1996 (art.74 D.P.R. 309/90)

SOGGETTI DESTINATARI DI MISURA CAUTELARE DELL’OBBLIGO DI

PRESENTAZIONE ALLA P.G.:

1. SEMINARA Antonio Giuseppe, classe 1989 (art.73 D.P.R. 309/90)
2. ROMEO Giuseppe, classe 1992 (art.73 D.P.R. 309/90)
3. VADALA’ Salvatore, classe 1988 (art.73 D.P.R. 309/90)

E.G.

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