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Claudio Torrisi, il catanese nei Verdi alle europee

Europee. Tra poche ore i candidati dei Verdi calcheranno il palco della Musica alla Villa Bellini per presentare lista e programma. Tra i nomi dei candidati del movimento guidato da Angelo Bonelli, fa capolino il chimico catanese Claudio Torrisi, già assessore regionale durante il governo targato Raffaele Lombardo. Ma anche assessore comunale durante la sindacatura di Raffaele Stancanelli, il senatore oggi in corsa al Parlamento europeo con Fratelli d’Italia.

L’Intervista a Claudio Torrisi

Questa candidatura alle elezioni europee segna una profonda rottura politica con il suo passato.

«In realtà, sono stato chiamato sia da Lombardo che da Stancanelli esclusivamente come tecnico», precisa Claudio Torrisi.

«Stancanelli aveva deciso di azzerare la giunta politica per formare una giunta tutta tecnica, quindi al di fuori da ogni tipo di posizionamento e schieramento politico. Analogamente, Raffaele Lombardo mi chiamò perché io ero stato uno dei cinque esperti a fare il Piano di Gestione dei Rifiuti. Una volta che il Piano di Gestione dei Rifiuti era stato approvato dal Ministero dell’Ambiente, Lombardo mi chiamò per avviarlo visto che era agli ultimi tre mesi del suo governo».

E ribadisce: «Quindi, nessun tipo di posizione politica prima e né di rottura politica adesso. Prima avevo una funzione esclusivamente di tipo tecnico. Adesso mi è stato chiesto dai Verdi, e io ho accettato con grande entusiasmo, di portare sul piano politico tutte le proposte sono maturate e che negli anni ho curato sull’ambiente, di economia circolare, di cambiamenti climatici, di sicurezza alimentare e di quant’altro. Fino ad adesso, ho sempre collaborato con diverse associazioni ambientaliste, con il Codacons di cui faccio parte, con i Verdi. Però, non avevo mai svolto attività politica diretta. Sono stato prestato alla politica come tecnico. A questo punto, invece, mi è stato chiesto da tutte queste associazioni e dal movimento di entrare direttamente con la proposta politica».

I temi dei Verdi sono legati principalmente all’ambiente. In Sicilia sono note le battaglie contro l’abusivismo edilizio e in favore di una gestione ottimale dei rifiuti. Quale contributo potrebbero portare i Verdi al Parlamento Europeo, utile alla città di Catania e alla Regione Siciliana?

«Per quanto riguarda la città di Catania ci sono una serie di problemi irrisolti. La gestione dei rifiuti, in effetti, mostra delle criticità particolari e peculiari che non sono soltanto di Catania, ma anche di molte città, dove va studiato un sistema di raccolta che non può essere un sito su misura per tutti. Bisogna fare invece uno studio quartiere per quartiere per adottare un miglior sistema di raccolta. Ma poi, a parte il sistema di raccolta. si va a integrare il discorso dell’economia circolare per riutilizzare questi materiali. Il sistema è complesso e noi stiamo elaborando le proposte che ho già studiato e che porteremo appunto in Europa».

«Per quanto riguarda invece un discorso in generale – prosegue – la città di Catania deve assolutamente spostarsi verso il nuovo criterio della società green e delle società smart. È una città che purtroppo non mostra più un segno industriale di nessun genere».

«L’unica economia presente è volta prevalentemente al turismo, alla ristorazione. La crisi dell’industria – osserva Claudio Torrisi – è palese e si tocca con mano. Quindi, cercare di portare un altro tipo di linfa, un’agricoltura sostenibile in tutte le campagne che abbiamo attorno alla città di Catania, portare una sicurezza alimentare tesa a difendere il patrimonio enogastronomico locale, non è un discorso filosofico. Significa invece portare un altro tipo di economia per creare nuovi posti di lavoro. Risanare tutte le microdiscariche, risanare tutta la parte dell’acqua perché abbiamo problemi di depuratore a causa di fognature che non sono ancora completate…»

Che tra l’altro compromettono alcuni beni archeologici come l’anfiteatro romano di Piazza Stesicoro…

«Non c’è dubbio! E a tutto questo si aggiungono i dati dell’inquinamento atmosferico che sono veramente antipatici. Catania è una delle città più inquinate d’Italia. Tutto questo – continua Torrisi ricollegandosi alle criticità catanesi – è da affrontare ma in maniera diversa, sinergica. Pensare che ci sia una forza politica che dica: “No, perché quello fa male mentre quello fa bene” non è un approccio corretto. E allora intervengono i Verdi che si propongono come capofila di questa nuova filosofia, dell’economia circolare, dell’economia green, cercando di vedere se altre forze politiche si aggregano a supporto. Perché tutti parlano di ambiente, parlano di salute. Ma bisogna parlare con progetti concreti».

Oltre le europee, parliamo di un tema caro ai Verdi, cioè di mobilità sostenibile sul nostro territorio. Nei giorni scorsi Enjoy ha interrotto il progetto di car sharing al Comune di Catania. Nonostante il progetto rivelatosi altamente fallimentare, il presidente AMT Giacomo Bellavia continua a sostenere un altro progetto di car sharing senza prevedere l’alternativa più evoluta: il ride sharing.

«La mobilità sostenibile per i Verdi si orienta anzitutto sulla mobilità pubblica con i bus elettrici in modo da togliere i vecchi bus a metano. Poi, Catania è una città dove non esistono parcheggi», aggiunge Claudio Torrisi.

«Il vecchio Piano Parcheggi presentato tantissimi anni fa non andò avanti per diverse motivazioni. Trovare un sistema di mobilità che non occupi spazi enormi e allo stesso tempo vetture poco inquinanti, magari favorendo altri tipi di mobilità… Però, se parliamo per esempio di mobilità ciclabile – incalza il candidato dei Verdi alle europee – abbiamo il problema delle piste. La conformazione della città di Catania nella direzione Est e Ovest è pianeggiante, ma nella direzione Nord – Sud non è una città che si presta moltissimo alla ciclabilità e poi non ci sono piste. La questione si deve studiare nell’insieme».

«Se la trasformazione della città che vogliamo è smart e green – prosegue – non può avvenire per un singolo settore. La trasformazione si deve affrontare nel suo complesso e con le sue criticità. Catania, inoltre, non ha ancora un nuovo piano regolatore. Abbiamo ancora un piano regolatore di 60 anni fa. Quindi, Catania è una città che da rivedere tutta e in maniera globale. Ormai gli architetti mondiali ridisegnano le città in modo totalmente diverso.Teniamo presente che in tempi brevi arriveremo ad avere auto senza pilota quindi si arriverà a una serie di modifiche complessive del traffico. Tutto questo non può essere che rivisto complessivamente – ribadisce – e i Verdi propongono questa rivisitazione complessiva delle città».

Quando si parla di Europa si fa riferimento anche ai finanziamenti. Quindi, pianificare questo genere di misure è sinonimo di investimento.

«Certo», afferma Claudio Torrisi. «Significa anche creare risorse, posti di lavoro. In questo momento i giovani sono veramente alla ricerca disperata di un lavoro. In una città dove l’industria non esiste più e l’economia è fondata sul commercio, è chiaro che le possibilità per loro diventano veramente complicate».

«Quindi – sostiene il candidato – rivisitare e iniziare a parlare di forme alternative di agricoltura, di recupero di spazi abbandonati, di aree quasi a rischio di desertificazione, significa incentivare l’economia».

Si parla di lavoro che non c’è ma in realtà sono le figure professionali ad essere cambiate. Ma noi non siamo ancora pronti a rispondere a questo cambiamento.

«Esattamente. Bisogna adeguare anche partendo dalle università che devono essere coinvolte in questo processo di cambiamento perché le università devono formare i giovani in tutte le nuove professioni per cui non sono preparati. Magari sforniamo bravissimi medici, bravissimi avvocati che potrebbero riscontrare difficoltà a trovare un’occupazione e possibilmente, lasciando perdere l’artigianato che è morto, lavori innovativi con una formazione non più improvvisata ma specifica. E a questo punto – conclude Claudio Torrisi – non bisogna più perdere tempo».

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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