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Clan Cappello: è falsa caccia a Salvatore Salvo

Alla fine si sgonfia il caso di quello che è stato definito super latitante più ricercato di Catania ovvero Salvo Salvatore Massimiliano. A maggio erano stati arrestati in 4, così secondo l’accusa era completato il quadro delle responsabilità per la strage di Catenanuova cui si collegava l’omicidio di Prospero Leonardi ed il tentato omicidio di Angelo Drago nonchè l’omicidio di Prestifilippo Cirimbolo Salvatore.

Gli avvocati Giorgio Antoci e Davide Giugno, difensori di Salvatore Massimiliano Salvo, fanno sapere che da ieri questi per provvedimento del tribunale del riesame di Caltanissetta è in stato di libertà. Non un latitante quindi che ieri si è presentato anche agli organi di polizia per rendere nota la sua nuova posizione. Salvo era accusato di essere mandante ed esucotore materiale dell’omicidio di Prospero Leonardi e del tentato omicidio di Angelo Drago il 23 maggio del 2012. Ad accusarlo il neo pentito Filippo Passalacqua, cognato dello stesso Salvo quale convivente della sorella Giovanna Maria Salvo. Evidentemente non viene ritenuto attendibile il collaboratore di giustizia ma su questo chiarirà meglio il tribunale del riesame che per ora si è espresso in riserva di ordinanza.

Le dichiarazioni del pentito non rilevano tant’è che nella pratica decade quasi tutto il caso con il suo impianto accusatorio. Per Giovanna Maria Salvo, assistita dall’avvocato Davide Giugno, già dalla settimana scorsa si era espresso il riesame con un notevole ridimenzionamento. La Salvo era stata disegnata come una figura chiave, il suo convivente pentito ne parlava come la “ragioniera” del clan. La donna ha ottenuto sia l’annullamento dell’ordinanza per quanto attiene l’omicidio Leonardi in qualità di mandante che il ridimensionamento della sua posizione da promotrice dell’associazione mafiosa a semplice partecipazione. In pratica l’articolo 416 bis primo comma senza prevedere le aggravanti rilevate dal Gip nella fase delle indagini preliminari.

Sorte similare per gli altri due fermati del maggio scorso accusati dell’omicidio di Salvatore Prestifilippo Cirimbolo: a  Nunzio Di Marco, difeso dall’avvocato Egidio La Malfa, è stata annullata l’ordinanza relativamente all’omicidio con la conferma dell’associazione mafiosa; per Salvo Matteo, difeso dall’avvocatessa Nunzia Leotta, è stato invece integralmente annullata l’ordinanza sia per l’omocidio che per l’associazione mafiosa.

Dai primi esiti dei provvedimento del riesame sembra venir fuori una bolla di sapone dell’operazione nissena “Lock out”.

 

 

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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