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CittàInsieme organizza il confronto, si presenta solo Fava

Per il M5S c'è Angela Foti. Due grandi assenti: Micari e Musumeci

“I vostri programmi e la vostra visione della Sicilia coincidono in molti punti. Perché non fate i 105 passi o le 105 stelle?”. Padre Salvatore Resca riassume il senso di un dibattito in una sola domanda. A pensare che tra il Movimento Cinque Stelle e Claudio Fava ci siano più convergenze che distanze, ieri sera a Catania, erano davvero in molti.

Un’atmosfera pacata, un botta e risposta con i cittadini punto su punto, poche polemiche e molte idee sul piatto. Ecco cosa è venuto fuori dall’incontro organizzato da CittàInsieme e dall’Associazione Antiestorsione a cui erano invitati i quattro candidati alla Presidenza della Regione Siciliana. Soltanto che, in una sala affollata e appassionata, le due uniche sedie libere erano le loro: quelle di Fabrizio Micari e Nello Musumeci. Assenze che i candidati delle coalizioni di centro-destra e centro-sinistra, forse, avrebbero potuto evitare mandando un delegato. Scelta per cui ha optato Giancarlo Cancelleri.

Dunque, spalla a spalla – più che faccia a faccia – Claudio Fava si è confrontato con la deputata regionale uscente Angela Foti. Troppi gli impegni pre-elettorali del rettore di Palermo che, inseguito per oltre un mese dagli organizzatori del dibattito, non ha trovato il modo per essere presente. Stesso copione per Nello Musumeci che, a causa del tempo ristretto, ha scelto di non partecipare a nessun confronto con gli altri candidati. La strategia è precisa: solo “spontanei” dibattiti di piazza. Vale a dire, monologhi da campagna elettorale. Si sa, appuntamenti del genere potrebbero tornare come boomerang al candidato dato per favorito.

Insomma, nessun confronto a quattro. E a dirla tutta, ascoltando due preparatissimi Fava e Foti, la sensazione è quella di partecipare a una grande assemblea dove, in fondo, tutti sono d’accordo su “che cosa”. Il problema vero è discutere “come”. Scuola, sanità, servizi sociali, rifiuti, etica politica. Tanti i temi toccati dai cittadini, puntuali e precise le risposte. CittàInsieme chiama a raccolta la cittadinanza per invitarla a votare, ricordarle che è un dovere civico, spiegarle come farlo. Insomma, lo scopo della serata è combattere l’astensionismo e chiarire le idee. Solo che di giovani in sala se ne vedono pochi e proprio da loro ci si aspetta il boicottaggio delle urne.

Foti e Fava concordano su molti punti: le critiche al governo Crocetta, l’attuale spreco dei fondi europei, il vuoto normativo nel campo dei servizi sociali, la volontà di combattere la dispersione scolastica e di porre un freno alla deportazione degli insegnanti siciliani al Nord, la sanità sofferente. Ma c’è anche l’ambiente, i rifiuti, l’inquinamento delle cittadine limitrofe ai grandi poli industriali, la mancanza di un piano energetico regionale. I due rappresentanti espongono possibili soluzioni e non mancano gli attacchi a chi “è stato molto generoso con le grandi discariche”. A chi si riferisce Fava? Naturalmente, “se si procede per emergenza, se paghiamo 430 milioni di euro annui per il conferimento in discarica, si favorisce il business della mafia”.

Se da un lato Crocetta viene bersagliato come “mercenario del governo romano”, dall’altro ci si domanda: qual è la differenza tra Fava e Micari? Il candidato della lista Cento Passi non ha palesato stima per il rettore palermitano, piuttosto per l’eurodeputato Giovanni La Via. “Micari ha usato il database universitario per mandare la sua letterina con appello al voto ai docenti e agli studenti. Un gesto che è espressione di una miserabile cultura democristiana. Non ha una coalizione a sostegno ma gruppi che stanno insieme pur non avendo nulla in comune. Come Angelino Alfano, presente solo per i giochini romani. Io non ci sto, credo in una parola limpida e semplice: coerenza”.

Allora è possibile un’alleanza tra la Sinistra e i pentastellati? “Noi siamo con i cittadini – precisa Angela Foti – l’unico contratto è il nostro programma. Ci prenderemo la responsabilità di quello che faremo ma non di ciò che gli altri hanno fatto. Si tende spesso a rifarsi la verginità, noi invece ce l’abbiamo”.
“Abbiamo molte cose in comune – aggiunge Fava – ma il M5S dovrebbe usare meno retorica, la battaglia sui vitalizi non può far credere che sia la madre di tutti i problemi. Ci incontreremo punto su punto all’Ars ma non faremo alleanze per necessità”.

Se la candidatura di Fava faccia da sgambetto o da stampella a Cancelleri, ancora non è dato saperlo. Molti pentastellati temono che toglierà voti al Movimento ma, all’indomani delle elezioni, il buon senso potrebbe far rima con “dialogo”. In che modo, lo vedremo.

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Serena Di Stefano

Versatile, volubile e più frizzante della Citrosodina, se fossi un sapore sarei di certo il sale: piacevole solo se a piccole dosi. Orientamento religioso-ideologico-politico-culturale: Pier Paolo Pasolini. Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Editoria e Scrittura, ho fatto due scelte che mi ero detta “non avrei mai compiuto”: tornare a Catania e fare giornalismo. A occhio e croce, il mio vocabolario fatica a legittimare le parole “mai” e “sempre”, per tutto il resto però c’è il “Sinonimi e contrari” sul comodino. Promemoria per la scrittura: scrivere soltanto notizie vere, utili e imparziali. Promemoria per la vita: sorridere e ringraziare.

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