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Politica

Città insieme: “Forte preoccupazione per il Piano di rientro”

Catania –  Forte preoccupazione è espressa dall’associazione civica Città Insieme sul Piano di rientro che dovrà essere approvato con urgenza dal consiglio comunale etneo. I dubbi espressi durante le occasioni pubbliche di dibattito organizzate dall’associazione vedono in primo piano lo stato di salute della città, soprattutto, sottolineano, lo stato delle attuali finanze del Comune: dai debiti dentro e fuori bilancio, ai mutui da pagare.

“Credevamo di essercelo lasciato alle spalle (il piano di rientro ndr) quando, approvato nel 2013 da una maggioranza trasversale, venne promosso e difeso come la soluzione ai nostri mali, per l’appianamento dei debiti accumulati da decenni di “allegre” dis-amministrazioni e per il rilancio economico della nostra città.

Anni di lacrime e sangue, ci avevano detto, ma per una giusta causa: evitare il dissesto (che tutte le forze politiche rappresentate considerano un male assoluto, anche se non abbiamo ancora compreso le ragioni più profonde di questa loro tesi) e risanare finalmente le casse comunali.

E invece rieccolo qua il “Piano”. Sul sito del Comune di Catania leggiamo di ben tre sedute del Consiglio Comunale indette con urgenza per approvare la «Rimodulazione/Riformulazione del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale». Un vero tour de force per rimettere le mani su un documento già approvato tre anni fa e che doveva rappresentare LA soluzione.

Cos’è cambiato nel frattempo? Il Piano è stato attuato nei suoi primi anni di vita? Che benefici ha portato? Perché adesso si pone l’esigenza di rimodularlo?

Poniamo nuovamente queste domande delle quali non conosciamo ancora le risposte. Ma ci auguriamo che i Consiglieri comunali le abbiano. A loro spetta infatti l’ultima parola. Anzi, è proprio di loro competenza la materia del bilancio, in tutte le sue applicazioni.

Conosciamo soltanto la nostra forte preoccupazione per un “nuovo” Piano che, per esempio, prevede alienazioni immobiliari per 46 milioni di euro contemplando anche beni che, da quanto si apprende leggendo gli organi di stampa (ma non vi è modo di esserne certi in considerazione delle carenze contenutistiche dell’Inventario generale degli immobili comunali pubblicato in ultima data nell’anno 2014), sarebbero inalienabili o, in ogni caso, assolutamente invendibili per ragioni di opportunità, buon senso o, più semplicemente, decenza politica. Per tacere sulle possibili preoccupazioni della Corte dei Conti la quale (Sez. Controllo per la Regione Siciliana, Adunanza 26 settembre 2013, deliberazione n. 269/2013/PRSP) aveva – con riferimento all’originaria formulazione del Piano – ritenuto «apprezzabile anche l’accorgimento adottato dal Comune di non valorizzare, ai fini dell’equilibrio economico, i proventi delle alienazioni immobiliari (neanche per la componente del plusvalore) e di avere previsto un apposito fondo per le passività potenziali».

Ci preoccupa che un tema così delicato e importante per il futuro della nostra città sfugga alla portata dell’opinione pubblica e che la cittadinanza, in balìa tra l’indifferenza e la rassegnazione, appaia sempre più lontana dalle decisioni che si prendono nelle stanze dei bottoni.

Ed è proprio a loro, ai catanesi, che rivolgiamo il nostro Appello a partecipare alle sedute del Consiglio Comunale di oggi (mercoledì 28), giovedì 29 e venerdì 30 settembre: non soltanto votare ogni 5 anni, ma anche seguire, attivamente, le discussioni e le decisioni assunte da chi ci rappresenta, assumendosi responsabilità sul nostro futuro, costituisce un sacro dovere civico che ciascuno di noi, nel suo piccolo e coi suoi limiti, deve cercare di testimoniare.”

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Redazione

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