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“Città di emozioni”: una riflessione sulla rigenerazione dello spazio urbano

Seconda giornata della conferenza internazionale “Città di emozioni”, dedicata alla relazione tra cittadini e contesto urbano.

Una discussione sul territorio effettuata attraverso l’intervento di esperti multidisciplinari: Marino Bonaiuto, ordinario di Psicologia dell’Architettura a La Sapienza di Roma, Ina Macaione, Docente di composizione architettonica, all’Università della Basilicata e Alfredo Mela, ordinario di Sociologia Urbana al Politecnico di Torino.

A introdurre il seminario sulla città e sulla possibilità di relazionarsi con il contesto urbano, interviene Emma Finocchiaro: «oggetto della riflessione è la rigenerazione del contesto urbano, attraverso la consapevolezza della pluralità dei modi di vivere, un cambiamento  che deve essere effettuato ascoltando i cittadini nella comprensione e soddisfazione dei bisogni e dei desideri inespressi. Punto di partenza complesso – continua- se si pensa alla vocazione sempre più evidente delle città all’individualità con la mancanza considerevole di spazi dedicati alla socialità. Parole chiave del cambiamento diventano dunque: ascolto, partecipazione e comunicazione».

A dimostrare come l’ambiente possa influire concretamente sugli atteggiamenti comportamentali degli individui, una serie di esperimenti e progetti effettuati da Bonaiuto e dal centro di ricerca CIRPA su: una residenza universitaria, un ospedale e una scuola: «confrontando gli studenti la cui stanza sporgeva su un corridoio breve, rispetto a quelli più esposti a un lungo corridoio, si è osservato che i primi interagivano con più difficoltà rispetto agli altri, dato utile per un accorgimento architettonico teso ad ottenere un indice di benessere per gli studenti.

A distanza di tempo gli stessi ragazzi -prosegue Bonaiuto- sono stati invitati ad entrare in una sala d’attesa nella quale vi erano tutti posti liberi eccetto uno: si voleva notare il grado di disagio, di attenzione e di distanza tenuta dai ragazzi rispetto al soggetto che era già seduto. Come conferma a quanto già scoperto -continua- coloro che dormivano in una stanza prossima ad un corridoio breve apparivano meno a disagio.

L’esperimento all’ospedale effettuato tra pazienti con le stesse patologie, ha dimostrato invece che chi tra loro si trovava in una stanza con vista sul verde, tolleravano maggiormente il dolore e sono stati dimessi un giorno prima rispetto agli altri. Similmente è stato notato che gli alunni che svolgevano attività ricreative e frequenti visite ai parchi naturali, mantenevano un’attenzione notevole rispetto alle classi che trascorrevano tutto il tempo al chiuso».

Dell’esperienza di un rapporto emozionante con l’ambiente e della riscoperta del territorio, ha raccontato Ina Macaione riportando il caso di Matera: «una città che viveva la presenza dei sassi sul territorio come una vergogna, ma che attraverso un percorso iniziato poco prima della seconda guerra mondiale e continuata negli anni ’60 da parte di un gruppo di giovani che ha creduto e investito sul proprio territorio, ha portato Matera e i suoi sassi, prima fonte di sentimenti negativi, a diventare oggi capitale della cultura. Un progetto che oggi coinvolge tanti giovani anche stranieri attratti da un paesaggio che mescolato all’artificiale, è insieme sublime e bello».

Sul rischio che si formi una città “a capsule”che offra al cittadino emozioni predeterminate interviene Mela: «Basti pensare al museo di Amsterdam sulla prostituzione o alle fiere di erotismo ideate per suscitare un determinato tipo di emozione. E’ necessario che la politica delle emozioni lasci libero l’abitante di provare un’ emozione propria, sulla quale perdersi o venire trascinati. Bisogna difendersi dalla capsularizzazione emozionale della città»

«L’deale – conclude Emma Finocchiaro-  sarebbe che amministrazione e progettisti, pianifichino la città ascoltando le esigenze dei cittadini, permettendo loro di appropriarsi degli spazi e di sprigionare le  proprie emozioni».

Tutti spunti, quelli offerti nel corso di questa mattina, per rigenerare lo spazio urbano nel rispetto dei desideri del cittadino.

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