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Cinema: Perfetti sconosciuti

Come diceva Marquez, ognuno ha tre vite: una privata, una pubblica e una segreta.
Perfetti Sconosciuti è un film italiano, ma che sembra francese. Il film appartiene ad un sotto-genere della commedia, quello degli amici che si trovano attorno a un tavolo, o comunque in una camera chiusa, e a cui succedono cose impreviste. Come “Dobbiamo parlare” di Sergio Rubini, “Il nome del figlio” (a sua volta adattamento italiano del francese “Cena tra amici”) di Francesca Archibugi o, attraversando l’Oceano, “Carnegie” di Roman Polanski. E sebbene l’idea possa non essere originale l’idea è comunque buona, il tutto si svolge in maniera brillante e perfetta, sceneggiatura, interpretazione. Una perfetta, puntuale e quanto mai raffinata analisi introspettiva e psicologica dei personaggi che rivela un ritmo narrativo incalzante e una recitazione strepitosa di attori italiani di primo livello: Giuseppe Battiston, Anna Foglietta, Marco Giallini, Edoardo Leo, Valerio Mastrandrea, Alba Rohrwacher, Kasia Smutniak, tutti indistintamente catturano lo spettatore dall’inizio alla fine. Un cast di attori che rappresentano certamente il meglio del momento nel panorama del cinema italiano.

Interamente girato in una sala da pranzo in casa tra amici con una terrazza per assistere ad una meravigliosa luna in eclissi, immaginate quindi una sera a cena a casa di amici e tra una portata e l’altra si decide, per gioco, di condividere con tutti i presenti i contenuti del proprio cellulare.
La domanda che corre alla mente e non arriva alla voce è: è bene sapere sempre tutto? La verità rende davvero liberi o distrugge? Protagonista i cellulari, che senza accorgercene sono diventati della “scatole nere” , di quelle che raccolgono la vita pubblica, privata ma, soprattutto, segreta delle persone. Consapevoli che i cellulari hanno cambiato il modo di comunicare e, forse, hanno mutato l’essere umano stesso. Di fatto sempre più spesso negli ultimi decenni i cellulari sono causa di una percentuale non minoritaria di separazioni, divorzi, rotture di rapporti e grandi litigi, cose che sono sempre accadute, certamente, ma mentre prima era il luogo di lavoro il posto reale in cui accadevano, adesso è cambiato tutto.m

Un film che fa riflettere, che suggerisce domande. Quanto sappiamo di noi stessi e, ancora di più, quanto sappiamo realmente di chi abbiamo di fianco, anche da una vita? Ci sono individui che hanno una vita, chi due, chi tre. Mettere “in viva voce” telefonate che giungono durante una normale serata conviviale fra vecchie conoscenze e “in chiaro” sms, messaggi Facebook e whatsapp, può rilevarsi un gioco pericoloso, dirompente, in grado di far uscire allo scoperto un mondo nascosto fatto di amanti, omosessualità e intimità mai svelate. Anche per questo il film Perfetti sconosciutiè una straordinaria opera pluritematica. Il team degli sceneggiatori ha lavorato su un argomento che definire spinoso è un eufemismo, qualcosa che riguarda tutti, oggi più che mai. E pur essendo in cinque gli sceneggiatori, di cui fa ha fatto parte anche il regista Paolo Genovese, non si percepisce caos e debolezza strutturale, come accade in genere, ma, bensì, uno sforzo corale nel  raccontare una storia che è intrinsecamente fatta di frammenti ed esempi sempre più calzanti tratti dal reale.

In definitiva Perfetti sconosciuti è un film brillante e perfido allo stesso tempo, grandi risate e tante domande, un film da vedere e consigliare. Sarebbe perfetta anche una trasposizione teatrale!

Trama: Ognuno di noi ha tre vite: una pubblica, una privata e una segreta. Un tempo quella segreta era ben protetta nell’archivio nella nostra memoria, oggi nelle nostre sim. Cosa succederebbe se quella minuscola schedina si mettesse a parlare? Perfetti sconosciuti è un film dove tutto è il contrario di tutto, dove ognuno può raccontare la sua esperienza, può fissare dei confini tra cose giuste e sbagliate, corrette e scorrette, disdicevoli o no, parlando di vite segrete, di quello che non possiamo o non vogliamo raccontare. Nel corso di una cena, che riunisce un gruppo di amici, la padrona di casa Eva, ad un certo punto, si dice convinta che tante coppie si lascerebbero se ogni rispettivo partner controllasse il contenuto del cellulare dell’altro. Parte così una sorta di gioco per cui tutti dovranno mettere il proprio telefono sul tavolo e accettare di leggere sms/chat o ascoltare telefonate pubblicamente. Quello che all’inizio sembra un passatempo innocente diventerà man mano un gioco al massacro e si scoprirà che non sempre conosciamo le persone così bene come pensiamo.

Curiosità: La parte più interessante del film sembra svilupparsi nella gag drammatica che conivolge Lele -Mastandreache cerca disperatamente di proteggere un privatissimo segreto dell’amico Peppe-Battiston.

Altra Curiosità (allerta spoiler): c’è anche una coda alla Sliding Doors che mostra come il “gioco”, prima che diventi al massacro, sia gestibile solo con l’ipocrisia e l’accettazione di certe regole non scritte: ed è questa la strada che più spesso scelgono gli esseri “frangibili”.

La canzone originale “Perfetti sconosciuti” è di Fiorella Mannoia

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Giada Condorelli

Un incrocio di razze, culture e religioni, fa di me una curiosa cronica. Padre siculo normanno, da Lui eredito creatività ed amore per l'arte in tutte le sue forme. Madre libica di origine armena, da Lei eredito la forza di volontà ed il valore dell'arricchimento reciproco. Una Laurea in Politica e Relazioni Internazionali, un matrimonio d'amore, un Blog e infiniti sogni. Del multitasking ho fatto una filosofia di vita. Appassionata di moda senza esserne schiava, beauty addicted, amante del healthy food, per necessità, con mise en place chic! Foto e lifestyle sono parte integrante delle mie giornate...Pinterest ed Instagram la mia ossessione. Riesco a trovare la bellezza in ciò che vedo e la positività in ciò che accade. "L'eleganza è la sola bellezza che non sfiorisce mai" ( Audrey Hepburn )

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