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Cinema: Pan- Viaggio sull’isola che non c’è

Non è la storia di Peter Pan che tutti consociamo, quella che ci ha fatto addormentare da piccini, sognando un mondo tutto nostro da costruire, da conquistare, tra fate e pirati, tra indiani e avventure da vivere.

Il regista inglese Joe Wright , lo stesso di grandi capolavori classici della letteratura come Espiazione e Orgoglio e Pregiudizio, si allontana dal suo mondo, cambia registro e scopre il fantasy per raccontare le origini, presunte, del bambino che non voleva crescere, nato dalla fantasia di J. M. Barrie, e divenuto ben presto uno tra i personaggi più iconici, merito anche e sopratutto di Walt Disney. E lo fa con estrema leggerezza e il giusto tocco di magia, cercando e creando una difficile, ma ben riuscita, commistione tra prodotto per famiglie e suggestioni visive mai banali, ricorrendo inevitabilmente alle magie del 3D.

Il regista Wright ci proietta in una iniziale atmosfera dickensiana, per virare con un arrembaggio alla volta dell’incredibile viaggio verso un luogo ambivalente: da una parte inospitale e arido, reso perfetto dalla profondissima cava con le miniere dove assistiamo fare l’ingresso del Pirata Barbanera sulle note e coro di “Smells Like Teen Spirit” dei Nirvana, un Hugh Jackman apparentemente irriconoscibile e allo stesso tempo ineguagliabile; dall’altra  parte, oltre la barriera, rigoglioso e pieno di vita un cuore pulsante di vita e custode di tradizioni e regni incantati. La volontà è quella di far combaciare il percorso di scoperta verso la magia, la scoperta di se stessi delle proprie capacità e possibilità, chiedendo allo spettatore di mettere da parte la razionalità e di imparare ad allentare le redini del controllo, di prendere fiducia e spiccare il volo insieme a Peter, aggrappandosi al proprio personale pensiero felice!

E come era facile immaginare, una volta visto non bisognerà far altro che aspettare il sequel per scoprire perché Capitan Uncino, che si chiama così ma ha ancora entrambe le mani, e Peter Pan – da grandi amici – si siano trasformati in nemici: forse molto dipenderà dal personaggio di Wendy.

Curiosità: se riuscite andate coi vostri bambini o allo spettacolo pomeridiano dove si prevede maggiore affluenza di piccoli spettatori, perché le loro esclamazioni, il loro stupore, le loro risate aggiungono un valore in più che non ha prezzo e tornare bambini con loro sarà un attimo, direzione seconda stella a destra, poi dritto fino al mattino!
La top model Cara Delevingne ha lasciato le passerelle per il cinema, qui in un cammeo che ammalia.
Nella serie a fumetti di Martin Mystère (n° 280), viene fornita una spiegazione “storica” della sua esistenza: Neverland è un quartiere di Londra, cuore dei movimenti rivoluzionari le cui idee di libertà, provenienti dalla Francia, rischiavano di diffondersi a tutta la Gran Bretagna: per tal motivo venne isolato da alte mura, tolto dalle mappe e poi dimenticato e, col passare del tempo, si trasforma nella nota patria di Peter.

 Trama: Peter (Levi Miller), è un dodicenne vivace con una insopprimibile vena ribelle e curiosa, ma nel triste orfanotrofio di Londra dove ha vissuto tutta la vita, da quando appena nato è stato abbandonato, queste qualità non sono ben viste. In una notte incredibile, durante la Seconda Guerra Mondiale, Peter viene prelevato insieme ad altri orfanelli da un macabro vascello pirata e  trasportato dall’orfanotrofio dentro un mondo fantastico, popolato da pirati, guerrieri e fate, chiamato Neverland.  La misteriosa destinazione è l’Isola che non c’è, dove farà ben presto conoscenza con il temibile Pirata Barbanera (Hugh Jackman), che cerca disperatamente l’eternità. E lì il ragazzino Peter si ritrova presto a far amicizia con James Hook Uncino (Garrett Hedlund), altro orfano schiavo un po’ più grande di lui e, insieme, a vivere una straordinaria avventura, raggiungendo i territori dei nativi, e a combattere una battaglia nel tentativo di svelare l’identità segreta di sua madre, che lo aveva abbandonato tanto tempo prima. Si unirà a loro la coraggiosa guerriera Giglio Tigrato (Rooney Mara) e Peter dovrà sconfiggere lo spietato Pirata Barbanera per salvare Neverland e scoprire il vero destino che lo aspetta: diventare l’eroe che sarà conosciuto per sempre con il nome di Peter Pan.

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Giada Condorelli

Un incrocio di razze, culture e religioni, fa di me una curiosa cronica. Padre siculo normanno, da Lui eredito creatività ed amore per l'arte in tutte le sue forme. Madre libica di origine armena, da Lei eredito la forza di volontà ed il valore dell'arricchimento reciproco. Una Laurea in Politica e Relazioni Internazionali, un matrimonio d'amore, un Blog e infiniti sogni. Del multitasking ho fatto una filosofia di vita. Appassionata di moda senza esserne schiava, beauty addicted, amante del healthy food, per necessità, con mise en place chic! Foto e lifestyle sono parte integrante delle mie giornate...Pinterest ed Instagram la mia ossessione. Riesco a trovare la bellezza in ciò che vedo e la positività in ciò che accade. "L'eleganza è la sola bellezza che non sfiorisce mai" ( Audrey Hepburn )

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