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Cinema: Lo stagista inaspettato

E poi quando fuori piove, le giornate sono grigie e un po’ malinconiche uno dei modi per riscaldare il cuore è veder un bel film, uno di quelli che ti fanno ridere con le lacrime, che ti fanno pensare, che regalo spunti di riflessione nonostante l’apparente leggerezza del film stesso.
Ed è così che accade andando al cinema a vedere: Lo stagista inaspettato, commedia piacevole che pone l’attenzione sui cambiamenti intervenuti negli ultimi decenni attraverso il confronto generazionale tra un elegante e sagace settantenne Ben, che ha il volto espressivo di Robert De Niro e i suoi nuovi colleghi di lavoro, trentenni ipertecnologici ma privi di personalità e di stile. Il film ripercorre alcune evoluzioni della nostra società, caratterizzata dalla ricerca di ogni tipo di informazioni su google e dalla modalità di acquisto on-line, una società che nel giro di pochi decenni è passata dagli elenchi telefonici cartacei all’era della tecnologia digitale. Ma anche dell’evoluzioni  familiari, altro aspetto interessante che questo film tenta di evidenziare, attraverso le complicazioni matrimoniali della protagonista Jules Anne Hathaway,  giovane donna in carriera, ma anche mamma e moglie, che riesce a conciliare gli impegni di lavoro con la famiglia soltanto grazie all’abnegazione del marito, che ha rinunciato alla sua personale realizzazione professionale per farsi carico degli insoliti ruoli di casalingo e soprattutto mammo.

Questa pellicola racchiude il segreto dell’intrattenimento raffinato, non volgare ma piccante, merito assicurato dei mostri sacri del cinema,  l’incontro tra Anne Hathaway attrice dal talento straordinario e di rara duttilità e Robert De Niro, senza bisogno di presentazioni, un mito vivente, ormai definitivamente prestato con successo alla commedia leggera, chi l’ha seguito fin dagli inizi dei suoi esordi cinematografici mai avrebbe pensato di vederlo interpretare ruoli in commedie brillanti, eppure De Niro dimostra di cavarsela egregiamente e Lo stagista inaspettato è un ulteriore conferma. Di fatto è perfetto nelle espressioni buffe o commosse richieste di volta in volta dal ruolo di un distinto signore di altri tempi che non alza mai la voce, che porta il fazzoletto in tasca per offrirlo alle signore che prima o poi hanno sempre bisogno di usarlo e si adatta con curiosità ed entusiasmo a situazioni che farebbero scappar la pazienza alla maggior parte di noi: fattorino, consigliere, autista, ladro, babysitter e figura paterna, Ben è l’essere quasi magico che tutti sogniamo di incontrare almeno una volta nella vita. C’è una buona sintonia in generale nel cast di attori poco noti che affiancano  i protagonisti in una commedia che nonostante le tematiche attuali è davvero d’altri tempi, nostalgica di un mondo in cui Gene Kelly in Singin’ in the Rain intonava per Debbie Reynolds la dolcissima “You Were Meant For me” e le coppie restavano sposate per sempre, nonostante crisi e tradimenti, un po’ sprecata Rene Russo, ancora bellissimanel ruolo della “fidanzata” di Ben, necessaria per sgombrare qualunque allusione a coinvolgimenti sentimentali tra i due protagonisti.

Sotto la forma della commedia il film è un mix tra favola e lezione di vita, con una morale espressa chiaramente sotto la cornice lieve e spiritosa: infondere nuova fiducia nel futuro agli anziani e convincere i giovani, disorientati dai ritmi della vita moderna e dall’eccessivo ricorso alla tecnologia, ad ascoltare chi ha vissuto in tempi più lenti e meditativi, dove più della velocità di reazione agli input informatici e al mondo virtuale contavano l’osservazione dal vivo e l’ascolto degli altri, capacità sempre più rare. 

La Trama: Ben, pensionato settantenne e vedovo, le ha provate tutte per ingannare il tempo, ma non riesce a rimanere senza amore né lavoro. Decide così di ripartire dalla gavetta, approfittando di un insolito programma di stagisti senior promosso dalla start-up About The Fit, un e-commerce di abbigliamento. A Ben viene assegnato il ruolo di assistente della fondatrice dell’azienda, Jules, più giovane di lui di 40 anni. Jules è un control freak perfezionista, incapace di rimanere con le mani in mano, ma la sua vita privata ne risente; intanto la sua iniziale diffidenza verso Ben si tramuta gradualmente in rispetto e ammirazione.

Curiosità: la regista e anche sceneggiatrice è Nancy Meyers una vera esperta del genere feelgood movie, dopo aver svelato il mistero della mente delle donne in What Women Want e aver regalato al mondo una delle commedie romantiche degli anni 2000 con  L’amore non va in vacanza, titoli di successo che grazie ad uno sguardo attento e arguto, affrontato la commedia sentimentale e di relazione.

Scena cult:  il recupero disperato della mail inviata per sbaglio da Jules: chiunque abbia vissuto questo tipo di dramma ha conosciuto quella scarica di adrenalina, risate assicurate.

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Giada Condorelli

Un incrocio di razze, culture e religioni, fa di me una curiosa cronica. Padre siculo normanno, da Lui eredito creatività ed amore per l'arte in tutte le sue forme. Madre libica di origine armena, da Lei eredito la forza di volontà ed il valore dell'arricchimento reciproco. Una Laurea in Politica e Relazioni Internazionali, un matrimonio d'amore, un Blog e infiniti sogni. Del multitasking ho fatto una filosofia di vita. Appassionata di moda senza esserne schiava, beauty addicted, amante del healthy food, per necessità, con mise en place chic! Foto e lifestyle sono parte integrante delle mie giornate...Pinterest ed Instagram la mia ossessione. Riesco a trovare la bellezza in ciò che vedo e la positività in ciò che accade. "L'eleganza è la sola bellezza che non sfiorisce mai" ( Audrey Hepburn )

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