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Cinema: Joy

Joy un film da vedere, un film da non perdere, un film che è una storia vera, che può dare spunti di riflessioni, numerosi spunti di riflessione, che può esser di ispirazione per molte donne. La storia di Joy potrebbe sembrare una favola moderna, quella di una piccola bambina che sogna il principe azzurro, che ha una sorellastra odiosa e invidiosa, che passa molto tempo a pulire, ad accontentare tutti tenendo la famiglia, strampalata come non mai, unita nonostante tutto. Unico spiraglio di luce la nonna, voce narrante, che la sprona a credere in se stessa nei suoi sogni e nelle sue capacità. Una vita costellata di delusioni fallimenti e frustrazioni, un divorzio preannunciato, un padre che invece di proteggerla la sfrutta, una madre assente malata immaginaria che vive confinata nella sua stanza guardando una soap tutto il giorno, e proprio come nelle soap opera che la madre guarda giorno e notte, il sonno di Joy  si confonde annullando il confine tra fantasia e realtà, tra ricordi e sogni infranti, fino alla realizzazione del mocio autorizzante il “Miracle Mop”.

Il film è ispirato alla storia vera di Joy Mangano, interpretata da Jennifer Lawrence, la donna che inventò un innovativo tipo di mocio, riuscendo a diventare un’imprenditrice di successo. Il regista O. Russel, già noto al grande pubblico per commedie brillanti e innovati come il Lato Positivo e American Hustle, sceglie di raccontare una vicenda privata in un modo unico, diverso da qualsiasi altro film biografico. Solo il 50% prende spunto dalla storia della famiglia di Joy Mangano, mentre gli altri elementi fanno parte del bagaglio che ha intessuto generazioni cinematografiche di donne forti e meno forti, dalle molte coraggiose che lo hanno ispirato.

La storia è fenomenale, degna di essere raccontata, quella di Joy Mangano è una favola moderna che ispira, da speranza, incita ad andare avanti senza arrendersi, ma c’è un ma in questo film. Parte bene, l’inizio e’ interessante e le premesse ci sono tutte: la famiglia sgangherata, papa’ e figlia entrambi divorziati ma sotto lo stesso tetto con i rispettivi ex, nonna, genitori, figli e nipoti tutti insieme sono un mix esplosivo per iniziare una buona commedia drammatica. Ma proprio quando dovrebbe salire di tono, il film precipita. La storia diventa piano piano scontata e monotona, c’è qualcosa che non funziona: su tutto il ritmo per nulla incalzante (strano per uno sceneggiatore come O. Russell, che in questo è bravo). Eppure le scene non sono lente, ma il risultato finale lo è, i dialoghi poco brillanti e su tutti i personaggi, troneggia Joy, che ovviamente è la protagonista ma gli altri sono troppo stereotipati, troppo caricature, troppo statici. La stessa interpretazione della Jennifer Lawrence, è una nota che stona, seppur brava, ha 25 anni ed è definita la più talentuosa giovane attrice americana, ma non riesce in questo ruolo di  madre moglie lavoratrice esaurita a dare il meglio di sé, poco convincente, forse perchè è ancora troppo giovane per questi ruoli. Di fatto è un continuo broncio, un continuo pianto, oppure un’aria di sfida, ma niente di più di quello sarebbe potuto essere.

Una perla l’inserimento di Bradley Cooper, qui nel ruolo di Neil Walker  il mitico produttore dal tono di voce soft che ha inventato alla fine degli anni 90 QVC, azienda oggi presente sugli schermi nazionali, e allargato a dismisura il campo delle vendite televisive.

Trama: Joy è la storia turbolenta di una donna e della sua famiglia attraverso quattro generazioni: dall’adolescenza alla maturità, fino alla costruzione di un impero imprenditoriale che sopravvive da decenni. Liberamente ispirato alla vita di Joy Mangano, inventrice di prodotti per la casa di enorme successo e star delle televendite americana, Joy ci trasporta nel mondo dell’umile ma travagliata famiglia Mangano e della figlia ribelle che è partita dal nulla per creare un impero. Animata da un forte istinto creativo, ma anche dal desiderio di aiutare le persone intorno a sé, Joy dovrà affrontare il tradimento, l’inganno, la perdita dell’innocenza e le ferite dell’amore prima di trovare la forza ed il coraggio di inseguire i propri sogni. Il risultato è una commedia umana e toccante su una donna alle prese con lo spietato mondo del commercio, col caos della sua famiglia e con i misteri dell’ispirazione creativa. E sulla sua capacità di trovare, in mezzo a tutto ciò, la felicità.

CuriositàDe Niro vince con la migliore battuta, rivolta alla ex moglie: “Tu sei come una fuga di gas.Non ti vediamo, non ti sentiamo, ma ci stai uccidendo tutti lentamente“.

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Giada Condorelli

Un incrocio di razze, culture e religioni, fa di me una curiosa cronica. Padre siculo normanno, da Lui eredito creatività ed amore per l'arte in tutte le sue forme. Madre libica di origine armena, da Lei eredito la forza di volontà ed il valore dell'arricchimento reciproco. Una Laurea in Politica e Relazioni Internazionali, un matrimonio d'amore, un Blog e infiniti sogni. Del multitasking ho fatto una filosofia di vita. Appassionata di moda senza esserne schiava, beauty addicted, amante del healthy food, per necessità, con mise en place chic! Foto e lifestyle sono parte integrante delle mie giornate...Pinterest ed Instagram la mia ossessione. Riesco a trovare la bellezza in ciò che vedo e la positività in ciò che accade. "L'eleganza è la sola bellezza che non sfiorisce mai" ( Audrey Hepburn )

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