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Cinema e psichiatria. Totò Calì racconta la “sana follia” di Corti in Cortile

L'intervista

“Corti in Cortile”, il prestigioso Festival Internazionale del Cortometraggio rinnova la sua formula alla X edizione dal 14 al 16 settembre presso il Cortile Platamone.

L’Urlo incontra Totò Calì per il seminario “Cinema e psichiatria”.

«Il seminario ha a che vedere con la sanità, con il benessere mentale. Parlare solo di psichiatria sarebbe riduttivo e si creerebbe il rischio di scendere nei classici cliché della follia. Se è vero che spesso si crea un binomio tra genio e follia, è altrettanto vero che non tutti i pazzi sono geni, e non tutti i geni sono pazzi, altro cliché», spiega il vignettista.

Calì, infatti ci parla del concetto di “follia sana”: «La follia è quella parte di noi che rende unici e soggetti. Se dovessimo ragionare con la nostra parte razionale faremmo tutti le stesse cose, tutte le cose socialmente accettabili. La “follia sana” ci rende l’uno diverso dall’altro».

«”Follia” è un termine molto abusato. È quella parte di noi che esce fuori dalla ragione per entrare in contatto con emozioni molto forti, che ci fanno fare delle cose che non faremmo usualmente. Ed è quella che noi racconteremo a “Cinema e Psichiatria”. Saranno soprattutto gli utenti dei dsm e delle varie comunità al centro della nostra discussioni».

In cosa consiste il seminario?

Calì ci spiega il rapporto tra l’immagine e gli autori dei vari cortometraggi in gara: «Vedremo dei filmati realizzati dagli utenti delle varie dsm, delle varie comunità terapeutiche ma ci sono anche filmati del centro Alzheimer fatti dagli anziani. Parteciperà anche una onlus “Life Onlus”, nei filmati delle persone paraplegiche si cimenteranno in attività sott’acqua».

«Sono interessati tanti tipi di patologie ma soprattutto è interessante il rapporto con l’immagine. Noi prendiamo decisioni guardando qualcuno, ci innamoriamo dell’immagine delle persone. Il bello, l’armonia ha sempre attratto la gente perché ci mette in contatto con quella parte sentimentale e di noi che trova soddisfazione nell’osservare qualcosa. Tutto ciò che è sinuoso, armonico ci da questo senso di benessere e serenità anche se non lo si è».

«L’immagine è tutto ciò che la circonda, anche i suoni che vanno riscoperti. All’interno di questi cortometraggi abbiamo la possibilità di studiarci perché ci troviamo, in quel momento, fuori di noi. Di solito il corpo è muto ci accompagna, ma diventa importante quando sta male perché torniamo dentro il nostro corpo ed entriamo in contatto con questo qualcosa che ci provoca malessere».

L’impegno dei pazienti

«Sicuramente i pazienti hanno fatto un esercizio e uno sforzo nel cercare di rappresentare qualcuno, un personaggio, e in questo scoprire qualcosa di diverso un comportamento diverso. Se io nella finzione posso avere un comportamento diverso che sia più in armonia con il mondo posso sperimentarlo anche cercando di mutare determinati comportamenti che mi appartengono».

«Questi stessi atteggiamenti ci portano anche a stare male e a non trovare relazione con gli altri. Nel dialogo con l’utente psichiatrico è importante come mi relaziono con gli altri, qual è la mia capacità di fare esperienza qual è la mia capacità di percepire ciò che mi circonda e comprendere che molte cose che sono attorno a me non sono attorno a me per farmi del male ma perché fanno parte dell’universo in cui esistono».

«Determinate patologie psichiatriche hanno la caratteristica di fornire una visione distorta del mondo e della realtà. È una percezione, recuperiamo ciò che vediamo all’esterno per poi rielaborarlo. Ma quando il passaggio non avviene in maniera fluida e abbiamo una percezione distorta di come le cose realmente appaiono. Cominciano le allucinazioni, i deliri comportamenti ossessivi e rituali».

«Nei laboratori si cerca di creare attività terapeutiche che cercano di rimetterci in contatto con il mondo e ci aiutano a comprendere cosa stiamo sbagliando. La follia è pur sempre una fuga da una vita e da una morte, una scappatoia quando non si è più in sintonia con se stessi».

L’intervista in diretta

Cinema e Psichiatria con Totò Calì e Debora Borgese.

Posted by L'Urlo on Thursday, 6 September 2018

L’appuntamento con il seminario si terrà sabato 15 ore 09:30 al Cortile Platamone. La giuria sarà composta da tre personaggi, appartenenti a mondi completamente diversi: Carmelo Florio, primario, Salvatore Sottile, stimatissimo attore e Sergio Albarone storico del cinema e insegnante di sceneggiatura.

EG.

 

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Redazione

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