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Cina e Italia verso l’accordo. Ok dal Cna ma con tutela

Cina e Italia verso l’accordo, Milazzo della Cna: “vagliamo pro e contro”

Andrea Milazzo, segretario provinciale a Catania della Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, commenta per L’Urlo la nuova Via della Seta, l’accordo economico al vaglio tra Italia e Cina. «Va vagliato attentamente. Ci sono minacce ma anche una serie di opportunità da tenere in considerazione.»

Cos’è la Nuova Via della Seta

Si tratta dell’iniziativa strategica ideata dalla Cina volta al “miglioramento dei suoi collegamenti commerciali con i paesi dell’Eurasia”.  Si concretizza nello sviluppo di tutta una serie di infrastrutture di trasporto e di logistica. Collegamenti terrestri (soprattutto ferroviari) e marittimi per un totale di sei grandi corridoi, che andrebbero a connettere ulteriormente la Cina all’Asia Centrale e all’Europa. Pechino offre la cifra di 1.000 miliardi di dollari da destinare agli investimenti.

Se l’Italia dovesse aderire alla Nuova Via della Seta il nostro paese sarebbe il primo tra i membri del G7 a firmare questo accordo con la Cina. L’intesa potrebbe essere siglata ufficialmente ufficialmente quando il prossimo 21 marzo Xi Jinping arriverà in visita ufficiale a Roma.

Per Andrea Milazzo l’accordo giova ma bisogna attivare l’intervento normativo per le imprese italiane

«La Cina è in continua e costante crescita per popolazione, reddito, acquisti. Risolvere la questione con dei semplici pregiudizi ideologici è sbagliato.»

È solo una questione di pregiudizi ideologici o c’è altro?

No, c’è prima di tutto la concorrenza al ribasso su cui non potremo mai competere. Bisogna sempre mirare sulla qualità del made in Italy che il marchio che ci contraddistingue ancora oggi. Se si guarda a questo potrebbe essere una grande opportunità, anche perchè in Cina c’è una fascia di ricchi sempre maggiore. In generale la nostra possibilità di stare in piedi è legata alla qualità, al riconosciuto valore aggiunto che hanno i prodotti italiani che chiaramente riguarda una fascia di popolazione.»

In questo momento bisognerebbe dare la priorità al disegno di legge a favore delle piccole imprese?

È stato annunciato un disegno di legge che è rivolto alla tutela delle piccole imprese per facilitarne la crescita, tutelare il made in italy e favorire l’internazionalizzazione. La Nuova Via della Seta e il disegno di legge non sono alternativi ma complementari. Anzi il disegno di legge andrebbe acellerato. Questa previsione normativa va verso nuovi strumenti finanziari per poter essere in grado di produrre anche nell’ottica che c’è una tendenza negativa dell’economia.

Nello specifico dell’accordo con la Cina a cosa bisogna prestare attenzione?

Introdurre regole di reciprocità, standard di qualità per i prodotti cinesi, sviluppo sostenibile. La marcatura CE è la prova che il prodotto e costruito secondo parametri imposti dalla comunità europea. Questa marcatura può essere però contraffatta o confusa con il marchio CE che sta invece per China Export (Il marchio C E, che sta per Comunità Europea, presenta una maggiore spaziatura tra la “C” e la “E” NdR) ed è esattamente il contrario delle regole imposte dalla certificazione di qualità. In questa ottica necessitano controlli sugli standard di qualità dei prodotti.

Ci sono differenze sostanziali sulla manodopera

I cinesi pagano i loro dipendenti uno a cento rispetto a noi, il che spiega anche la loro capacità di concorrere. Si devono esportare anche diritti. Ricordo comunque che se in questi anni ci siamo salvati, a fronte di un mercato interno sempre più in crisi e ristretto, è per merito dell’impreditoria italiana. Per le imprese nostrane il costo lavoro è il 20% in più della media europea.

(Leggi anche Come Restare al Sud)

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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