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Orrore e cataste di salme da tumulare al cimitero di Catania

Incuria, abbandono, inciviltà e tante salme da tumulare al Cimitero di Catania

Il “cimitero thriller” di Catania

Affascinante,  misterioso, ricco di storia, monumentale è il cimitero di Catania. Il tipico camposanto di una città del sud Italia. Ci vogliono ore per visitarlo tutto e parla catanese con la sua architettura e i personaggi che vi sono sepolti.

Ma è terrificante

Così il deposito del cimitero è inavvicinabile. Già ad un ventina di metri l’odore è opprimente. Per quanto possano essere siggillate, dalle casse promana fetore. La puzza poi è tale perchè ci sono una quarantina di salme che aspettano di essere tumulate.

In media al cimitero catanese andrebbero eseguite 25 sepolture al giorno. Nella realtà si tumulano tra le 15 e le 17 salme. Il Comune, pur avendo i dipendenti, mette a disposizione una sola squadra destinata a questo compito, mentre ne sarebbero necessarie almeno due se non tre.

Le bare si “ammucchiano” una sopra l’altra dentro al deposito

Ci sono tre sale all’obitorio: nella prima vengono ospitate le bare dei defunti più recenti. Parenti e amici degli estinti piangono attorno a casse in equilibrio sopra ad altre, avvolti dal “fetore”. Visto che, quotidianamente non si riesce a fare il giusto numero di tumulazioni, le casse ogni giorno arretrano di una posizione, passando gradatamente dalla prima, alla seconda e terza sala. Poi, si accatastano una sopra l’altra, nel frattempo parenti e amici hanno finito di visitare il caro estinto e quelle bare restano lì per mesi e mesi. Leggenda narra anche per anni.

Chi ha la priorità ad essere sepolto?

Come ogni cimitero che si rispetti, tante sono le leggende che aleggiano sul camposanto. Così, si dice, che per un funerale VIP e costoso sia assicurata pronta sepoltura.

All’opposto ci sono i “poveri nessuno”. Corpi senza neanche una cassa di misero legno che restano chiusi dentro le celle frigorifere del deposito “da tempo immemore”.

Una civiltà che non rispetta i morti non merita di sopravvivere

Forse sarà per questa ragione che i catanesi sono oppressi dalla crisi e dal dissesto. Le condizioni del cimitero sono aberranti. Lo denuncia l’associazione Sicilia Risvegli Onlus presieduta da Pietro Crisafulli che insieme all’associazione cotribuenti antiusura ha anche presentato una denuncia alla procura della repubblica. Un nulla di fatto però, perchè alle due associazioni è arrivata una richiesta di archiviazione e la situazione al cimitero non è cambiata.

Migliaia di lapidi staccate e frantumate a terra. Erba alta. Sentieri pericolanti. Da mesi Crisafulli gira video che sono molto elequenti.

Ancora sono presenti i resti delle lapidi bruciate dall’incendio che ha interessato il cimitero a luglio del 2016. Anzi, non è difficile che possa ripetersi un nuovo incendio visto che i terreni che confinano con il camposanto sono grandi discariche.

Una vista dal cimitero dei terreni confinanti

La maggiorparte degli ingressi secondari presentano i catenacci divelti; in questa immane disperazione che impera al cimitero sempra una futilità ma anche questo è un fatto.

“Lasciate ogni speranza o voi che entrate”
Dante alle porte dell’Inferno

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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