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Cronache

“Chiudiamo perché vogliamo aprire”: saracinesche abbassate al Centro Sicilia

Saracinesche abbassate in segno di protesta al Centro Sicilia: anche il centro commerciale aderisce all’iniziativa promossa a livello nazionale da ANCD – CONAD, Confcommercio, Confesercenti, Confimprese, CNCC – Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali e Federdistribuzione.

Il gesto di chiudere i negozi per alcuni minuti mira a sensibilizzare il Governo alla revoca delle misure restrittive che da oltre sei mesi impongono la chiusura dei negozi all’interno dei Parchi e Centri Commerciali nei giorni festivi e pre-festivi. Un punto al centro del confronto con la cabina di regia nella bozza del prossimo decreto in vigore da lunedì 17 maggio.

La massiccia mobilitazione scaturisce da una prolungata penalizzazione del comparto che ha subito non indifferenti danni economici sia in termini di fatturato che di ricavi su ampia scala. La sospensione dei negozi, temporanea per alcuni e definitiva per altri, ha sacrificato posti di lavoro e compromesso tutto l’indotto, incidendo pesantemente sull’economia generale.  Il procrastinarsi di tali restrizioni investe migliaia di lavoratori che vivono da oltre un anno in un clima di forte incertezza con prospettive di inevitabile disoccupazione.

«Questa situazione – sottolinea Giuseppe Bella, direttore del Centro Sicilia- oltre a incidere negativamente sul fatturato delle varie imprese, colpisce inevitabilmente la stabilità lavorativa di diverse centinaia di lavoratori che operano all’interno della nostra struttura commerciale. L’augurio è quello che si riesca ad ottenere la riapertura, naturalmente, nel massimo rispetto di tutti i protocolli di sicurezza vigenti».

E.G.

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Redazione

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