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“Che fine ha fatto Baby Jane?” sorprende al Canovaccio

18893409_10209633241283635_251891979774777673_nUna riduzione teatrale assolutamente ben riuscita quella della celeberrima pellicola Che fine ha fatto Baby Jane? andata in scena al Teatro del Canovaccio ad opera della Compagnia del Matto.

18921999_10210789133182956_3024723641462980270_nSi tratta della difficile convivenza delle sorelle Jane e Blanche Hudson; la prima una bambina prodigio che raggiunge la fama piccolissima grazie al suo talento nel ballo e nel canto, una vera e propria diva bambina la cui carriera viene oscurata alla maturità da una sorella diva del grande schermo. Mentre Jane continua a vivere nel sogno di riconquistare il suo pubblico mal sopportando che questo non la riconosca più, Blanche detiene un terribile segreto che tiene legate le due costringendole a dipendere l’una dall’altra.

Pur 18951147_10209641618453059_7989887494350651949_nmantenendone lo stesso titolo della pellicola del 1962, il cast risulta ridotto ma efficace puntando l’attenzione sui due personaggi principali e la governante. Anche quel sapore di antichi fasti ormai polverosi, di un divismo anni venti anacronistico e attaccato a con le unghie all’illusione di una celebrità ormai quasi dimenticata, sono rimasti intatti, offrendo al pubblico in sala le stesse sensazioni di quella vecchia Hollywood patinata e in bianco e nero.

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Chi ha amato Bette Davis e Joan Crawford è istintivamente portato a fare il confronto con l’interpretazione di Elmo Ler nel ruolo di Jane Hudson, e Loriana Rosto in quello di Blanche Hudson, ebbene bisogna dire che Ler è stato protagonista di una eccellente interpretazione e, cosa che lo ha reso ancora più interessante, per niente imitativa ma personale seppure fedele alla Jane sia del romanzo di Henry Farrell che alla versione cinematografica.

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Una interpretazione potente quella di Elmo Ler, appassionante, forse più isterica a tratti che di quella follia controllata che rende Jane Hudson inquietante, ma sapientemente dosata nei gesti e nei toni.

Buona l’interpretazione di Loriana Rosto, capace di non cadere mai nella tentazione, facile per un testo del genere, di far fare a Blanche Hudson da spalla a sua sorella dosando sapientemente vittimismo e sottile crudeltà. Anche Antonella Scornavacca, nonostante la sostituzione quasi improvvisa, ha dato una buona prova di se.

In definitiva, una esperienza teatrale che ti mette voglia di andare a rivivere grazie soprattutto alla splendida alla ben riuscita riduzione ad opera di Mirco Sassoli, attento a non tralasciare nulla di fondamentale e alla meticolosa regia di Sebastiano Mancuso capace di trasformare il dramma di due sorelle, attraverso un gioco di luci e di costumi, in un viaggio quasi onirico nel mondo dei ricordi, del disfacimento e del rimpianto.

Foto Maria Regina Betti

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Alfredo Polizzano

Siciliano di nascita in un tempo indefinito, libraio eclettico ha fatto della curiosità la sua ragione di vita e della bellezza la sua guida. Due grandi passioni professionali, i libri e il teatro, in cui la vita è l'eterno presente di un tempo che non è mai stato ma che sarà per sempre.

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