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Dimartino e Fabrizio Cammarata: Omaggio a Chavela Vargas

Due apprezzati cantautori palermitani, Antonio Di Martino (meglio noto come Dimartino) e Fabrizio Cammarata, e una delle artiste più importanti dell’America Latina, Chavela Vargas. E un disco, Un mondo raro, che presenta dieci tracce che coverizzano, o meglio reinterpretano in lingua italiana, altrettanti successi della nota cantante messicana, riuscendo a restituire intatta, pur in assenza della sua voce, tutta la struggente passionalità che caratterizza quei brani senza tempo.

Copertina del disco Un mondo raro

Uscito per Picicca, il lavoro di Dimartino e Cammarata diventa anche testimonianza tangibile di un legame profondo che unisce due luoghi geograficamente distanti come Città del Messico e Palermo: in un certo senso, l’ascolto dei loro pezzi rafforza l’idea che questi due popoli, che hanno vissuto storie simili e travagliate ed ancora sono in cerca di quel riscatto che ne possa ripagare almeno in parte le offese subite, abbiano molto in comune (anche musicalmente, se pensiamo ai nostri cantastorie).

Chavela Vargas, scomparsa nel 2012 all’età di 93 anni, fu figura di spicco della ranchera, genere popolare e folcloristico prettamente maschile e fortemente legato alla musica dei mariachi, che, almeno inizialmente, raccontava storie della rivoluzione messicana, la vita dei contadini o tragedie amorose, per poi limitarsi, probabilmente sotto la spinta delle case discografiche, a soggetti più innocui come le disavventure delle coppie di innamorati.

La Vargas non viene ricordata solo per essere stata una grande cantante (da alcuni è definita la Édith Piaf messicana), ma, anche e soprattutto, per la sua esistenza alquanto movimentata: negli anni della sua giovinezza, ad esempio, andava in giro vestita come un uomo (non mancava quel caratteristico sarape rosso che l’accompagnò per tutta la sua carriera), fumava sigari, si ubriacava pesantemente e portava una pistola.

Copertina del volume Un mondo raro. Vita e incanto di Chavela Vargas (La nave di Teseo, 2017)

Amica intima di Diego Rivera e Frida Kahlo (di cui fu anche amante), ebbe modo di frequentare star come Ava Gardner, Rock Hudson ed Elizabeth Taylor (cantò alla festa nuziale di uno dei matrimoni di quest’ultima, quello con il produttore Michael Todd).

Pedro Almodóvar, che, utilizzandone alcuni brani nei suoi film, ha contribuito alla recente riscoperta di Chavela, l’ha definita la “rude voce della tenerezza”. Una rudezza che le deriva dal suo modo particolare di interpretare la ranchera e cioè cercando di emulare il canto di un uomo ubriaco (cosa che può essere compresa soltanto tenendo presente che il cantante di questo genere, per poter dare libero sfogo ai suoi sentimenti amorosi, in una cultura profondamente maschilista, doveva “giustificare” la sua emotività filtrandola con l’alcol).

Un mondo raro, registrato a Città del Messico e a Palermo, vede anche la partecipazione di due chitarristi che hanno avuto la fortuna di lavorare con la Vargas, Juan Carlos Allende e Miguel Peña. Probabilmente uno dei motivi per cui le splendide versioni di Dimartino e Cammarata, se paragonate con i brani originali, non ne tradiscono lo spirito, ma piuttosto confermano la bontà di un’operazione che, condotta con amore e personalità, Antonio e Fabrizio hanno completato magistralmente pubblicando il volume Un mondo raro. Vita e incanto di Chavela Vargas (La nave di Teseo).

 

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