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Charlie Hebdo – Parla Kheit Abdelhafid, l’imam della moschea di Catania

In esclusiva per L’Urlo Kheit Abdelhafid, presidente della Comunità Islamica Siciliana, membro dell’U.CO.II e Imam della Moschea della Misericordia in piazza Cutelli a Catania ha commentato i fatti accaduti nella mattinata di ieri a Parigi nella redazione del settimanale Charlie Hebdo.

Come considera ciò che è avvenuto a Parigi?

“Un atto criminale, che non centra con la nostra etica, con gli insegnamento del nostro Profeta. Un atto da condannare perché non ci si può fare giustizia da soli: in uno stato di diritto come la Francia esistono sicuramente altre vie per risolvere le questioni.”

Nella comunità islamica esiste la satira?

“Mai un musulmano ha offeso la religione di un altro, ma anche se da noi non esiste la satira, siamo in un mondo globale, come in un grande piccolo villaggio. Il problema è più profondo: un atto del genere non viene dal nulla. C’è un fallimento delle politiche sociali. Tra le notizie diffuse c’è quella che i protagonisti dell’accaduto sono francesi, nati e cresciuti in Francia. Se un musulmano nato in Francia, di seconda o terza generazione, che si sente offeso,emarginato.. Le realtà da comprendere sono tante, per capire meglio la situazione. Ed i mass media hanno fatto la loro parte. Coinvolgere l’Islam significa coinvolgere più di sei milioni di musulmani solo in Francia, e tanti di più in Europa”

E’ sicuramente difficile far convivere più religioni nello stesso territorio

“Credo più in quello che ci unisce che in quello che ci divide. La verità, dal mio punto di vista, è che ci mettono in difficoltà come comunità islamica. Stiamo subendo una guerra feroce che non ha limiti. Mi auguro che la voce del dialogo sia più forte della voce dello scontro.”

Oggi pomeriggio l’imam Abdelhafid sarà a Pozzallo per partecipare alle celebrazioni della nascita di Giorgio La Piraoccasione di incontro fra popoli e culture di carattere internazionale.

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Alberto S. Incarbone

21 appena compiuti ed una vita da studente davanti, di fronte a me vedo sempre nuove vie d'uscita. Gioco a fare il giornalista da quasi due anni, collaborando con TRA tv e Il Mercatino, anche se qualche volta mi diletto a fare il cameriere. Amo viaggiare a piedi per la Sicilia, ma soprattutto parlare, parlare con i vecchi. Radio, televisione, carta stampata e web non mi bastano: sogno una terra vergine da esplorare, in cui comunicare col pensiero. Nel frattempo mi trovate in giro ad intervistare qualcuno, sperando di fare domande intelligenti.

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