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Charlie Hebdo è morto e voi l’avete ucciso

“Avviso ai pescatori: stanno abbondantemente pasturando il Canale di Sicilia, si prevede che quelle acque saranno molto pescose questa estate”

E’ vero. La rabbia porta talvolta ad esternare un sarcasmo tanto appuntito e cinico da far vomitare. Nessuno è esente da questa pratica che spesso ha certamente una causa nobile proprio perchè frutto di una sincera , intima ed incontrollata indignazione. Esorcizzare per sottolineare.

Con un post, ormai divenuto la pietra scagliata dai più in rete , i Nobraino hanno decretato involontariamente la fine quasi certa dei propri concerti e delle proprie vendite. Almeno per il momento , nonostante i gradevolissimi pezzi sfornati e le meravigliose esibizioni live.

A nulla è valso il link della notizia come appendice della battuta. Nessuno ha cercato di capire il nesso. Un nugolo di mosconi moralizzanti si è riversato sulla pagina della band , linciando tutti i componenti del gruppo e chiunque avanzasse timidamente una difesa con un linguaggio degno del più intollerante dei califfati.

Ed a nulla sono valse le scuse del cantante Lorenzo Kruger : “Io devo invece chiedere scusa perché un post sulla pagina dei Nobraino ha ferito la sensibilità delle persone; il momento è delicato, il silenzio è impossibile, ogni parola è di troppo. Scusate davvero.
Chi conosce questa band , sa bene di quali provocazioni sono stati capaci. Chi li conosce ha apprezzato i testi mai banali , il loro sound accattivante e i loro riferimenti più evidenti ad artisti immortali come De Andrè. Chi li ha ascoltati almeno una volta non può limitarsi ad una reazione così superficiale, istintiva e banale nei confronti di una loro affermazione.

Chi fa parte di un certo ambiente radical (un ambiente a cui sono garbate parecchio le altre “battutacce” della band) sa bene quanta importanza abbia il sarcasmo amaro nell’arte davanti a certe tragedie. Sa anche bene che una certa intolleranza può colpire alla nuca come un boomerang lanciato e poi dimenticato. Chi storce il naso adesso , ha sempre riso con le battutacce più scorrette ma mai ammetterà una simile caduta di stile.
E’ solo il sarcasmo pungente e talvolta nauseante , in un’epoca in cui la più acuta battuta non stupisce più, a smuovere le coscienze , a svestire il dibattito da un indignazione farlocca e momentanea. E’ solo il più pesante sarcasmo a salvarci dalla patologia del politicamente corretto. In uno striscione allo stadio oppure in una canzone di una band qualsiasi.
Ed il celebre motto sessantottino “La fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà” di Bakunin? Ancora nascosto ed impolverato in cantina? Nessuno si ricorda?
Tutti bacchettoni che nemmeno i democristiani della primissima ora. Tutti prostrati al MinCulPop “progressista” che nemmeno in URSS. Tutti preti della medesima chiesa “anticonformista”.

Tutti Charlie Hebdo davanti alle celebri Madonne inculate ed ai Maometti sfregiati del giornalettino francese , tutti sbandieratori della sacrosanta libertà di “macabra opinione” davanti a poliziotti, preti, politici , santi , leghisti o fascisti uccisi. Tutti a tenere altissimo il vessillo di ogni sottocategoria possibile di libertà.
Ma guai a fare amara ironia fuori dal coro. Ci sono categorie che non devono esser toccate.
C’è Charlie Hebdo e c’è Dieudonné , comico francese vergognosamente arrestato per “comica apologia di terrorismo”.
Eventi insomma che non devono essere giudicati o analizzati se non con un semplice ed inquadrato “RIP” di ordinanza su facebook. Un messaggio pubblicato nel giorno del cordoglio e nulla più , magari ascoltando in cuffia “Il conformista” di Giorgio Gaber. Insomma ne una soluzione abbozzata anche genericamente , ne un interrogativo su come provare a fermare un simile massacro , ne un’opinione sui motivi che spingono queste masse di disperati a cercare un’improbabile dignitosa “fortuna” in Italia, ne alcuna prospettiva verso un futuro meltingpot insipido e mondialista, ne un ragionamento spinto oltre il pop-populismo , ne una battuta come spunto. Nulla. Solo un rituale cordoglio per conformarsi al prossimo.
Solo una viscida indignazione senza pulpito , poi tutti a fare aperitivo in riva al mare sperando , senza ironia , di non veder cadaveri galleggianti o rompicoglioni con mazzi di rose in mano. Io continuo ad ascoltare i Nobraino.

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Biagio Finocchiaro

Mafia, libri, vacanze, satira, costume, interviste, viaggi, politica internazionale e forse qualcosa in più. Potete pure evitare di leggerlo. Nulla di eccezionale. Credetemi. Tanto scrive quando vuole, di ciò che vuole e soprattuto se vuole. Al massimo un pizzico di acido sarcasmo e qualche discreta invettiva, molto buon disordine, svogliatezza, prolissità patologica, ingenuità congenita. Nulla più di un calabrone che, nella disperata voglia di fuggire via, si schianta e si rischianta contro il vetro di una finestra.

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