fbpx
CronachePrimo Piano

CGIL Peace and Love

CGIL. Alle 9:30 del mattino il cortile della Camera del Lavoro sembra la terra di nessuno prima della Battaglia di Caporetto. Capannelli, conciliaboli, e piccoli assembramenti che si prolungano fino al chiosco di Alfredo all’angolo tra via Crociferi e via di Sangiuliano.

Il clima è pesante alla CGIL.

Tutti si scrutano con sospetto: “Ma quello lì, che cosa voterà?”. Sì perché alla CGIL di Catania, ieri, era il giorno della conta sulla mozione di sfiducia al segretario confederale Claudio Longo. Sei mesi di discussione lacerante che si conclude nelle incertezze di un voto che potrebbe lasciare “cadaveri” tra due schiere belligeranti.

Giacomo Rota parla un po’ con questo, va a braccetto con quell’altro. Claudio Longo seduto sulla panchina con un paio di edili alquanto arrabbiati: “Questa cosa è una vergogna!”. Insomma, tutto lascia presagire a una giornata di scontri epici.

Inizia l’Assemblea.

Quando Giacomo Rota prende la parola, in platea non vola una mosca.

Un centinaio di delegati si mettono comodi ad ascoltare la sua relazione dopo la lettura dell’ordine del giorno e di due documenti firmati dagli altri membri della segreteria confederale insieme a 11 segretari generali su 12.

Giacomo Rota, a microfono aperto, comincia a lanciare bombarde. Spiega dal suo punto di vista perché Claudio Longo andrebbe sfiduciato: “Litiga con tutti, non c’è serenità”. Ricostruisce i suoi ultimi anni da segretario generale: sostiene di aver reso la CGIL più autonoma dai partiti. Lancia accuse a Longo ma, alla fine, il suo intervento rimane nel perimetro del rispetto sindacale.

Poi, prende la parola Claudio Longo che replica punto per punto il segretario generale. “La mia è una battaglia politica per il cambiamento”, puntualizza. “Non mi importa del mio destino personale”. Longo, dunque, respinge al mittente le accuse e si sofferma sulle questioni interne. “La battaglia non finisce oggi”, conclude.

L’impasse è totale.

Ad aprire il dibattito è Michele Pistone, operaio della ST Microelectronics. E non le manda a dire: “Questo è il funerale della Democrazia”. Non più diplomatico di Pistone è Mario Pugliese, dirigente della Funzione Pubblica: “Sono contro la sfiducia perché non ci sono motivazioni politiche“. E in effetti, a sentir leggere i verbali delle motivazioni politiche, risulterebbe che Claudio Longo viene sfiduciato perché avrebbe un brutto carattere. Incredibile, ma vero!

Il clima si accende e gli eserciti afferrano le baionette.

In sala la platea assiste un po’ perplessa. Prende la parola Santo Bonanno, pensionato di Misterbianco. Lui è per la sfiducia a Longo: “È un bravo compagno, ma non condivido il suo operato”. A quale cattivo operato si riferisca, Bonanno non lo rivela.

A quel punto siamo al 2 a 1. E il clima non sembra presagire a nulla di buono.

Interviene perciò Tino Renda, segretario della FLC a cui sembra tornata la parola dopo aver fatto scena muta domenica pomeriggio ai microfoni de L’Urlo. “Confermo la mia firma di sfiducia!”, inveisce dal pulpito.

Il microfono passa quindi a Massimo Malerba, sostenitore di Claudio Longo: “Dopo sei mesi che aspettiamo, ci dite che la motivazione della sfiducia è che Claudio ha un brutto carattere. Ma queste non sono motivazioni politiche: sono motivazioni psichiatriche!”

Parla a questo punto Tiziana Scandurra dell’area Democrazia e Lavoro. Secondo lei, non ci sarebbero ragioni politiche per sfiduciare Longo e chiede le dimissioni di tutta la segreteria.

S’indossano gli elmetti.

Entra in scena Turi Siracusa. “Fermatevi! Fermatevi! FERMATEVI!!!”, tuona puntando il dito verso la platea. Per un attimo, trema la sala. La situazione si fa tellurica.

E quando stanno per suonare le trombe della cavalleria, interviene Salvatore Cubito, della funzione Pubblica CGIL che sblocca la situazione e lancia un messaggio diplomatico di pace. “Credo – dice Cubito – che occorre evitare il voto. Qualsiasi tentativo, qualsiasi mediazione va tentata fino all’ultimo”. Parole che vengono accolte da una standing ovation. Ad applaudire Cubito anche Davide Foti. Il segretario della FILCAMS lancia segnali distensivi e responsabili.

Lo schema dei rapporti di forza sembra subire un’inversione di tendenza e il timore che i numeri siano troppo oscillanti serpeggia tra gli astanti. C’è chi da dietro la presidenza osserva e conta i sì e i no: “Ma quanti voti avrà Claudio Longo?”

L’appello di Cubito viene poi raccolto da Alessandro Grasso, segretario della FILT CGIL, colomba nello scacchiere cigiellino. Ma anche da Nicoletta Gatto, la ‘lady di ferro’, che chiede una soluzione meno traumatica di una conta.

Tagliati gli interventi a Pino Mandrà, segretario della FLAI, e a Turi Privitera.

Angelo Lopez, l’inflessibile presidente dell’assemblea generale da la parola a Giovanni Pistorio degli edili. Un intervento scontrista e divisivo che sembra voler riportare indietro i progressi del dibattito. “Io l’ho già detto a Claudio Longo: voterò per la sua sfiducia”.

Gelo nella sala.

Una brutta sensazione di ritorno al passato. Per fortuna arriva Alfio Mannino, segretario generale della CGIL Sicilia. Sguaina la scimitarra e sferra colpi a destra e a manca. Non risparmia nessuno. E poi, applauditissimo, riporta la discussione sui giusti binari. “Chiedo a Claudio un atto di responsabilità”, propone. “È una grande risorsa della nostra organizzazione. Facciamo tutti un passo avanti”. Al termine del suo intervento, una pensionata a sostegno di Giacomo Rota, si avvicina a Mannino: “Grazie Alfio, eravamo in difficoltà!”.

Un intervento convincente che passa la palla nelle mani di Claudio Longo. “Vi chiedo ancora perché questa sfiducia? Vi dico che non l’ho ancora capita. Ma le parole di Alfio mi impongono una riflessione. E allora mi assumo la responsabilità di dire che rimetto il mio mandato”.

La voce è rotta dall’emozione. Longo si commuove, e tutta la platea si commuove insieme a lui. Alfio Mannino ha gli occhi lucidi. Carmelo Decaudo e Michele Vivaldi lo abbracciano commossi. Qualcuno piange. E Rota lo raggiunge per un lungo abbraccio. “Longo è un gigante! Si sta comportando da grandissimo dirigente sindacale”, si sente tra i delegati.

È pace alla CGIL di Catania dopo una giornata in trincea.

In serata, Claudio Longo scriverà su facebook: “L’invito rivoltomi dal segretario generale della Cgil Sicilia e da tanti compagni di evitare la conta, perché inevitabilmente avrebbe sancito una frattura dolorosa, ha prevalso. Per me il bene della Cgil va anteposto a tutto, anche ai destini personali”.

Gli risponde subito Giacomo Rota: “Caro Claudio grazie, andiamo avanti insieme, senza fraintendimenti e per il bene della CGIL”.

“Una grande organizzazione discute, si confronta, e poi trova sempre il giusto punto di caduta”, ci fa sapere Alfio Mannino.

C’è anche un documento ufficiale della CGIL che riporta una grande verità a fronte degli accadimenti: “Longo ha voluto raccogliere l’invito al senso di responsabilità rivoltogli dal segretario generale CIGL Sicilia e dai tanti dirigenti della Camera del Lavoro. L’unità della CGIL, per Longo, va dunque anteposta su tutto”.

Da Roma, Maurizio Landini esprime soddisfazione per lo sblocco positivo della vicenda.

E ‘Peace and Love’ alla CGIL di Catania fu.

Tags
Mostra di più

Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

Potrebbe interessarti anche

Back to top button
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker