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CGIL, il silenzio degli sfuggenti

Si infittisce il giallo sulla sfiducia di Giacomo Rota a Claudio Longo

CGIL. Una cortina di silenzio e reticenza sulla sfiducia a Claudio Longo irrigidisce i segretari generali alla Camera del Lavoro. Perché il segretario confederale sarà sottoposto a sfiducia? Abbiamo provato a chiederlo ai firmatari del fantomatico documento di cui nessuno osa svelare e neppure commentare i contenuti.

Silenzio e reticenza alla CGIL sulla sfiducia a Claudio Longo

Era seduto sulla poltrona del barbiere quando ha squillato il telefono a Giacomo Rota. Probabilmente, per farsi bello in vista del grande appuntamento di martedì in cui, finalmente, dopo 6 mesi, rivelerà i motivi che lo hanno indotto a farsi promotore di una mozione di sfiducia al suo collega di segreteria, Claudio Longo.

Dapprima il tono sembra ilare, ma diventa subito grave e cupo nel momento in cui gli rivolgiamo la fatidica domanda.

Quali sono i motivi di questa sfiducia?

Rota si trincera dietro il formalismo. «Non voglio parlarne adesso. Sarò lieto di spiegarti i motivi dopo l’assemblea del 5 novembre».

Tutto giusto, per carità. Se non fosse che in città, nel frattempo, in tanti si chiedono per quale grave ragione sia stata avanzata questa proposta di sfiducia, alimentando anche pensieri e congetture non proprio edificanti verso Claudio Longo e per la stessa CGIL. A scanso di equivoci, si può subito affermare che non sussistono motivi gravi o torbidi.

Chi ha firmato questo documento?

«I componenti di segreteria e 11 segretari generali su 12», afferma sicuro Giacomo Rota.

Questi segretari hanno consultato gli iscritti della propria categoria prima di arrivare a una decisione così drastica e straordinaria?

Rota per qualche istante ammutolisce in evidente difficoltà, e ammette: «No, ma non posso aggiungere altro».

Maurizio Landini sa di questa situazione?

«Certo che lo sa. È da 6 mesi che lavoriamo su questo problema».

E cosa pensa Landini?

«Questo non lo so. Landini parla per sua bocca o attraverso i suoi addetti stampa». E questa è, nonostante le prudenze di Rota, una prima notizia.

E aggiunge: «Ci tengo a precisare che non esiste un’area Rota», riferendosi alla sintesi dell’assemblea promossa da Claudio Longo pubblicata dalla nostra testata. Tuttavia, ad avere promosso questa sfiducia, e dunque a mettersi alla testa di una parte della CGIL, è comunque lui: Giacomo Rota. Se da una parte il segretario generale della CGIL dovrebbe assumere posizione neutrale, dall’altro lato sembra comportarsi esattamente come un capo corrente. Da qui, la conclusione della nostra sintesi.

Non contenti, abbiamo voluto ascoltare anche questi segretari generali.

Raggiungiamo telefonicamente Tino Renda, il segretario FLC, il sindacato della conoscenza.

Renda, mi spiega i motivi per cui ha firmato il documento di sfiducia?

«Non credo di doverle dare queste spiegazioni», risponde perentorio. Neanche se gli avessimo chiesto il codice segreto del bancomat.

Lei si è confrontato con i suoi iscritti prima di firmare il documento di sfiducia?

«Non sono tenuto a risponderle», ribadisce Renda in evidente crisi di… “conoscenza”.

Ma Luca Cangemi, che è iscritto alla sua categoria, l’altra sera ha parlato di un attacco alla Democrazia!

Renda si irrigidisce ancora di più: «Cangemi si assume le responsabilità di quello che dice!», risponde con un tono vagamente “minatorio”.

Claudio Longo ha detto che non esistono motivi politici…

«Claudio Longo si assume la responsabilità di quello che dice», risponde Renda mentre noi abbiamo la sensazione di parlare con un Bot.

Va bene, buon giorno, la saluto.

Il silenzio degli sfuggenti

Proviamo poi a chiamare Pino Mandrà, uno degli “scienziati di Grammichele” (cit. Turi Siracusa), paese d’origine di Rota, ex collaboratore di Cesare Damiano, assurto nel giro di qualche anno alla carica di segretario generale della FLAI. Mandrà dapprima risponde al telefono con tono cordiale. Ma appena gli rivolgiamo la domanda fatidica…

«Scusi devo andare via! Ci sentiamo tra un paio d’ore». Ma dopo un paio di ore, il telefono di Mandrà è spento. Forse, nel giorno dei morti, defunse pure lui. Il cellulare, s’intende!

È la volta di Carmelo De Caudo, fedelissimo di Rota e, come Rota, proveniente dall’aeroporto. Oggi De Caudo è Segretario dei Pensionati. Al primo tentativo il telefono squilla ma non otteniamo nessuna risposta. Poi, troviamo la linea occupata e, infine, risulta spento e defunto anche lui. Sempre il cellulare, chiaramente.

Pare, insomma, che questi segretari generali non abbiano tanta voglia di spiegare queste gravi ragioni per cui propongono la sfiducia.

Tra i più agguerriti promotori della mozione di sfiducia ci sarebbero anche la ex CISL, Rosaria Leonardi, vicinissima a Enzo Bianco e fedelissima di Concetta Raia, entrata in CGIL da qualche anno e, dopo un folgorante percorso, in segreteria confederale. A sostenere la sfiducia, un altro componente della segreteria: Vincenzo Cubito, già consigliere comunale del PD, figlio del più anziano Salvatore Cubito, segretario della Funzione Pubblica CGIL, anch’egli, come il figlio, firmatario del documento di sfiducia. Potremmo dire: affinità genetiche.

Voci fuori dal coro sostengono Claudio Longo

Contrario al documento di sfiducia sembra essere Nunzio Cinquemani, segretario generale della FIOM, la categoria dei Metalmeccanici.

Lei è tra i firmatari del documento?

«No, no! Io non ho firmato il documento sin dal primo momento perché obiettivamente, pur ascoltando gli altri, non ho intravisto ragioni politiche e statuarie che potessero giustificare il sostegno della FIOM alla sfiducia a Claudio Longo. La mia posizione la esprimerò giorno 5, dopo avere ascoltato la relazione di Giacomo Rota. Ma dico da subito che non condivido questo percorso, e come me tutta la categoria che ho consultato prima di assumere qualsiasi decisione», afferma il segretario.

Ad essere contro la sfiducia a Claudio Longo anche l’area di sinistra Democrazia e Lavoro coordinata da Tiziana Scandurra. L’area sindacale ha pure partecipato all’assemblea organizzata da Longo il 30 ottobre scorso.

Il prossimo appuntamento è dunque il 5 novembre alla CGIL, giorno in cui questo triller dovrebbe trovare finalmente una soluzione. Da quanto risulta a L’Urlo, all’assemblea non sarà presente la CGIL nazionale mentre sarà presente il segretario regionale Alfio Mannino.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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