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Cerimonia interreligiosa, Kheit Abdelhafid: “Non ci si abitui alle tragedie” FOTO – VIDEO

Catania –  Momenti di commozione durante la cerimonia interreligiosa per onorare le sepolture dei 17 migranti morti a causa del naufragio a largo di Lampedusa. Un momento per non dimenticare “ciò che sta diventando quotidiano”, come spiega il presidente della comunità islamica, Kheit Abdelhafid. Attimi di riflessione davanti alle parole della poesia “Migrazioni” del premio nobel nigeriano Wole Soyinka, i cui versi sono stati distribuiti sulle sepolture.  Le tombe sono state realizzate in un’ampia area del Cimitero, sotto la statua dal titolo “La speranza naufragata” ideata da un allievo dell’Accademia di Belle arti di Catania, istituzione che lo ha poi realizzato donandolo alla città.

La cerimonia è stata officiata Salvatore Genchi, vicario dell’Arcivescovo di Catania  e dal presidente della comunità islamica di Sicilia Kheit Abdelhafid. Presenti anche il sindaco di Catania Enzo Bianco,  il procuratore della Repubblica Giovanni Salvi, le autorità civili e militari e le associazioni di volontariato, tra cui la Comunità di Sant’Egidio, la Caritas e il Centro Astalli.

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Redazione

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