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Centrodestra e Centrosinistra al lavoro per i grillini

M5S verso la vittoria grazie agli avversari

Grazie al centrodestra e al centrosinistra, il MovimentoCinqueStelle si avvia ad una probabile vittoria alle prossime elezioni regionali, previste per l’inizio di novembre. Una sorta di “capolavoro” che dovrebbe fare la fortuna di Giancarlo Cancelleri e dei “grillini”.

Dopo mesi di incontri, ipotesi, dichiarazioni e chiacchiere, molte chiacchiere, il centrodestra si avvia, infatti, diviso alle urne: quasi certamente, tranne “colpi di scena”, ci saranno due candidati, ovvero da un lato il docente Gaetano Armao per i “centristi”, in particolare Forza Italia e soprattutto un pezzo di “ex Dc”, dall’altro Nello Musumeci con il “suo” movimento civico “Diventeràbellissima”, “Fratelli d’Italia” e “Noi con Salvini”.

Negli ultimi giorni la candidatura di Armao è data per certa: Berlusconi se ne sarebbe “innamorato”. Insomma, il nuovo” capolavoro politico” di Gianfranco Miccichè si potrebbe presto concretizzare. Dietro le quinte, si mormora che ci sarebbe anche la “mano” di Raffaele Lombardo, ma vallo a capire cosa vuole fare l’“Iblis”, il “Male Assoluto” (come i potenti di Catania e i loro cortigiani) hanno ribattezzato Lombardo.

Per i “centristi”, con “IdeaSIcilia” c’è anche la candidatura del prof. Roberto La Galla, ex assessore regionale alla sanità con Totò Cuffaro, attorno al quale si uniscono un’area moderata, in buona parte di “ex dc”. Insomma, il volto della “Sicilia di sempre”.

Dall’altra parte, il centrosinistra, “orfano” del Presidente Piero Grasso (che non avrebbe mai accettato una candidatura come sapevano quelli che lo sostenevano) non ha nemmeno un candidato ufficiale (i nomi che circolano sono quelli del Rettore dell’Università di Palermo Fabrizio Micari e del vicesegretario del Pd Giuseppe Lupo), o meglio ha solo l’uscente Rosario Crocetta, inviso a molti ma deciso a riprovare l’avventura di cinque anni fa, quando non pochi di quelli che negli ultimi mesi hanno preso le distanze da lui lo sostennero.  L’elenco degli “ex” di Crocetta è piuttosto lungo, a cominciare da D’Alia, per continuare a D’Agostino, per proseguire per Concetta Raia, solo per citarne alcuni. La tradizione italiana, che in Sicilia diventa “regola di vita”,  del trasformismo si conferma: nullla di nuovo sotto il Sole.

L’ottimo Angelino Alfano, personaggio che incarna perfettamente questi tempi, avrebbe già “chiuso” con il centrosinistra. Le esigenze delle “nazionali” in vista avranno avuto un qualche effetto?

A sinistra, o meglio in quel che resta della sinistra (almeno continuano a chiamarsi così), c’è Ottavio Navarra, editore, ex deputato Ds ed ex deputato regionale, che guida un’aggregazione di forze politiche, sociali e civiche di sinistra. Si attendono mirabilie anche dall’alleanza Articolo Uno-Mp-Sinistra Italiana, staremo a vedere. La domanda forse resta una sola: ma la “parte debole” della società è rappresentata da queste forze?

Per i “Nuovi Vespri”, invece, c’è Franco Busalacchi, ex dirigente generale dell’amministrazione regionale, che rilancia nel suo programma l’autonomia siciliana.

Al “centro” (come lo chiamano)  lo spazio politico è sempre più affollato: c’è lo stratega di “Centristi per l’Europa” Giampiero D’Alia, affiancato dal fine Marco Forzese. Dove andranno?  A destra o a sinistra? Resteranno al centro, per vincere. O andranno altrove, per vincere? La domanda delle cento pistole attende risposta.

Insomma, alla fine, la Sicilia andrà quasi certamente al geometra di Caltanissetta Giancarlo Cancelleri e al “Movimentocinquestelle”. Che, però, per governare dovrà votare assieme, con ogni probablità, al centrodestra all’Ars: della “purezza” sbandierata cosa ne resterà?

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Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

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