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Centro profughi a Paternò: interviene l’assessore Galatà

“Per l’attivazione di tale struttura non è necessaria l’autorizzazione del Comune di Paternò” a dichiararlo l’assessore ai Servizi Sociali Salvatore Galatà.

A Paternò sembrano non placarsi le polemiche relative all’eventuale realizzazione di un centro profughi, o meglio centro per minori non accompagnati, nei pressi della stazione FCE.

Un centro profughi che i paternesi  non vogliono (Centro profughi a Paternò: i paternesi non lo vogliono) e sul quale più volte è stato chiamato in causa il sindaco di Paternò Mauro Mangano e l’amministrazione comunale.

L’assessore Galatà ha dichiarato che “l’amministrazione comunale non c’entra nulla con la vicenda in quanto la struttura è privata e ha vinto un bando indetto dal Ministero dell’Interno relativo all’attivazione di un centro per minori non accompagnati.” Inoltre ha specificato: “per l’attivazione di tale struttura non è necessaria l’autorizzazione del Comune”.

Galatà ha anche  fatto riferimento anche all’I.P.A.B. Salvatore Bellia che da tempo versa in condizioni economiche disastrose. I centri per migranti sono finanziati dai fondi Fami (Fondo asilo, migrazione, integrazione),  dunque l’eventuale trasformazione dell’I.P.A.B. in centro per migranti avrebbe garantito risorse da usare per gli stipendi degli operatori.

Sulla mancata partecipazione dell’I.P.A.B. al bando relativo all’individuazione di strutture per migranti l’Assessore ai Servizi Sociali si è espresso così : “L’amministrazione Comunale di Paternò non ha potere decisionale sulla casa di ospitalità Salvatore Bellia, per cui non ha alcuna responsabilità circa la mancata partecipazione  dell’I.P.A.B. all’avviso pubblico indetto dal Ministero dell’Interno”.

 

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