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Sanità regionale, il centro di protonterapia per la cura dei tumori in Sicilia

L'intervista al prof. Giacomo Cuttone

È stato ufficializzato nella giornata di ieri dall’Assessorato regionale alla Sanità il Coordinamento Regionale per l’implementazione delle attività di protonterapia nella Regione Siciliana.
Un grande traguardo che riaccende la speranza di vedere realizzato il primo Centro regionale di Protonterapia ai padri putativi del rivoluzionario metodo per la cura dei tumori, agli studiosi e ai malati oncologici siciliani e, più in generale, del Sud italia e nel bacino del Mediterraneo.
Attualmente sono funzionanti nel mondo 57 centri di protonterapia. 19 in Europa, 17 negli Stati Uniti e 13 in Giappone. Con questa nuova terapia sono stati trattati oltre 140.000 pazienti e i risultati sono molto incoraggianti come viene documentato da diverse pubblicazioni scientifiche.

Cos’è la protonterapia?

Negli anni ’90, i Laboratori Nazionali del Sud dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e vari dipartimenti dell’Università di Catania, hanno avviato un’intensa attività di ricerca e sperimentazione per la cura dei tumori. Arrivano perciò alla protonterapia (o adroterapia): un fascio di protoni generato da un acceleratore di particelle (sincrotrone) che permette di dosare la quantità necessaria alla distruzione del cancro, interviene sul tumore riducendo il danneggiamento dei tessuti sani come invece avviene con la radioterapia classica.

Nel 2002, con finanziamenti ministeriali, veniva avviato a Catania un centro sperimentale per i trattamenti dei melanomi oculari, unico nel nostro Paese. Fino al 2016 sono stati trattati 350 pazienti, di cui il 45 per cento siciliani e il 55 per cento provenienti da altre regioni italiane. I risultati conseguiti sono stati molto positivi. Oltre il 90 per cento dei pazienti è guarito senza recidive.

Per estendere l’impiego del metodo di cura protonterapica e applicarlo a tumori più profondi nel resto del corpo umano veniva redatto un altro progetto per la realizzazione di un centro di trattamenti dotato di un acceleratore capace di fornire protoni ad energia più elevata. Questo progetto veniva approvato e inserito nel Programma Quadro Sanità del 2003 dall’Assessorato Regionale alla Salute e dalla Direzione Generale dell’Azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania. Confermato dal Piano oncologico nazionale del 2010, il centro di protonterapia di Catania si affacciava nei LEA insieme ai centri di Pavia e di Trento.

I costi per la realizzazione del centro

Si prevedeva un investimento da 112 milioni di euro per coprire i costi di forniture, di costruzione, pianificazione e progettazione. Le fonti di finanziamento si individuavano nel contributo comunitario PO FESR, in fondi nazionali, in fondi dell’azienda ospedaliera e in finanziamenti regionali. I fondi necessari per coprire i costi d’esercizio sarebbero derivati dalle prestazioni effettuate e rimborsate dal servizio sanitario nazionale.

Nel 2012 veniva quindi pubblicato il bando di gara in modalità di partenariato pubblico-privato per la selezione dei concorrenti partecipanti al dialogo competitivo. Si prequalificarono tre raggruppamenti temporanei d’impresa che in un non molto chiaro tira e molla durante il dialogo competitivo, mandarono deserta gara. Da quel momento, la realizzazione del centro è stata osteggiata nonostante fossero state individuate le risorse economiche per dare il via ai lavori.

Protonterapia in Parlamento

La questione non passò inosservata. Anzi, fu portata all’attenzione del Ministero della Sanità attraverso una serie di interrogazioni parlamentari anche da deputati extraregionali, come l’on. Walter Rizzetto, che tuttavia non ebbero risposte.
Seguirono accesi dibattiti e scontri pubblici, ma ormai è storia. La realizzazione del centro di protonterapia è una ferma volontà del Presidente Nello Musumeci, dell’assessore Ruggero Razza e della giunta regionale siciliana al completo.

D’altra parte, appurata la validità scientifica del metodo, realizzare il centro di protonterapia in Sicilia eviterebbe gli estenuanti e dolorosi “viaggi della speranza” a tanti malati del Sud Italia  costretti a migrare e sostenere costose cure che la sanità regionale siciliana paga circa 200 milioni di euro l’anno, come da bilancio.

L’intervista al prof. Giacomo Cuttone


Tra i capofila del progetto e al tavolo regionale, il prof. Giacomo Cuttone, dirigente di ricerca dell’ Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Catania al quale abbiamo rivolto qualche domanda.

 

Come intendete procedere adesso? Si tenterà di riprendere da dove abbiamo lasciato?

«Il primo passo sarà quello di incontrare i direttori generali degli assessorati competenti. Credo sia necessario rivedere il progetto rendendolo cantierabile in tempi rapidi, anche alla luce delle nuove tecnologie disponibili, dell’inserimento della adroterapia nei LEA e delle necessità cliniche per la Sicilia e pendo anche per il centro sud del nostro Paese», risponde il prof. Cuttone. E aggiunge: «Il tavolo dovrà così redigere un piano economico, sanitario e di ricerca sostenibile per la Regione. Il contributo degli assessorati individuati sarà cruciale in questo senso».

Il centro di protonterapia, come previsto nel precedente progetto, si pensa di realizzarlo a Catania o in altre province?

«Questo sarà deciso dal tavolo», afferma il professore. «Il punto non è dove farlo ma come farlo e come mantenerlo al top delle possibilità sanitarie, economiche e anche di ricerca scientifica».

Però è chiaro che trattandosi di un progetto virtuoso che andrà a incentivare il cosiddetto “turismo sanitario”, il centro di protonterapia porterà notevoli benefici all’economia generale della città dove verrà realizzato.

«Vogliamo fare sì che i pazienti siciliani possano essere curati nella nostra regione. E che in Sicilia possano trovare una soluzione anche pazienti di altre regioni. Ma anche del bacino mediterraneo», dichiara il prof. Cuttone. «Certamente l’idea che abbiamo condiviso con Razza e con il Presidente è quello di realizzare un centro di eccellenza sanitario e di ricerca con ricadute economiche e sociali importanti per la Sicilia».

Il fatto che si ritorni a parlare del centro di Protonterapia con un tavolo tecnico lascia ben sperare nella sua realizzazione.

«Lo credo anche io».

C’è già la prima data di convocazione?

«Ho saputo da poco della nomina ufficiale. Mi attiverò subito per iniziare a lavorare in pochi giorni».

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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