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Cenone di Capodanno. Tra pietanze tradizionali e champagne extra lusso

I piatti portafortuna e curiosità sullo champagne più vecchio del mondo

Il menù del cenone di capodanno dei siciliani potrebbe sembrare, a un occhio frettoloso, forse poco raffinato. Ma non per questo non sarà da veri intenditori. Se siete dei golosi, compulsivi e irrefrenabili, e la vostra regola è abbuffarsi ma con gusto e qualità, allora siete nel posto giusto.

Ecco le pietanze tradizionali tipiche e i piatti portafortuna.

Passando tra le varie ricette siciliane, come i tipici anelletti al forno del palermitano, alle varie impanate di pesce, zamponi e qualche altro piatto un po’ più innovativo, ad assicurarsi prepotentemente la posizione al centro tavolo, restano le tanto amate lenticchie. Con il loro significato pecuniario hanno sempre messo d’accordo tutti.

Le pietanze da elencare sarebbero davvero tante. Ma a dirigere il cenone di capodanno, è sempre e comunque la nostra buona tradizione!

Con marchio esclusivamente catanese, le crispelle di ricotta fresca o acciughe, nella Sicilia orientale, risultano essere le prelibatezze più richieste.

A seguire, le scacciate con i loro ripieni più svariati. Le più tradizionali? con la tuma, con le patate e con i broccoli e salsiccia.

E poi, la pasta “n’casciata” nel messinese, il baccalà fritto nella variante augustana guarnito con pomodori secchi e cipollina fresca. Le caponate in tutte le sue versioni, lo sfincione, il capone, lo zampone. Insomma, ad ognuno il suo cenone di capodanno!

I piatti portafortuna per tutti i gusti.

Lenticchie e melagrana. Se sperate di diventare ricchi, armatevi di mestolo e rifornitevi di gustose e calde lenticchie e qualche fetta di zampone.

Per chi desidera invece tanta fortuna, allora, è meglio puntare sulla melagrana. Attenzione però, perché secondo la tradizione, questo dolce e rosso frutto, deve essere immerso in un calice di vino. In attesa che questi desideri si avverino, possiamo nel frattempo utilizzare questi due ingredienti come un ottimo contorno.

Acini d’uva. Per chi si augura prosperità e sorte propizia, secondo la tradizione popolare, allo scoccare della mezzanotte, dovranno essere consumati dodici acini di uva. Dodici per ogni mese del nuovo anno.

Frutta secca. Alla nostra prosperità, fortuna, sicurezza, ci pensano – le ricchissime sì, ma di proteine – castagne, noci e fichi secchi. Che siano insomma un valido antidoto per la cattiva sorte o meno, a tavola va bene tutto purché sia buono.

Pasta lunga. Per chi desidera vivere qualche anno in più augurandosi fortuna e longevità, dovrà preoccuparsi di mettere sul fuoco una bella pentola di spaghetti. Bucatini e fettuccine in alternativa vanno bene. Assolutamente vietata la pasta corta, a meno che non vogliate sfidare la sorte!

Fagioli neri e vischio. Tra le cose che non devono mancare al cenone di capodanno ci sono i fagioli neri e il vischio. Sarà proprio sotto un rametto di vischio che bisogna baciarsi con il proprio partner allo scoccare della mezzanotte, per augurarsi di trascorrere felicemente un altro anno insieme.

E poi tante, tantissime bollicine!

Champagne o spumante, l’importante è brindare

Ciò che rende lo champagne più pregiato rispetto allo spumante, è la sua lavorazione e la sua storia.

Si tratta di un vino effervescente ottenuto con il metodo “champenoise”. Vengono utilizzate solo tre varietà di uva rossa vinificati in bianco, coltivate esclusivamente in una località francese da cui prende il nome. Champagne appunto.

Gli spumanti, sono vini effervescenti ottenuti da diverse qualità di uva coltivate nel mondo e secondo diversi metodi di lavorazione. Possono dunque essere diversi sia per origine che tipologia. Tra i migliori spumanti italiani troviamo il Franciacorta o il Prosecco spumante, sempre più apprezzato e di tendenza.

Curiosità: lo champagne più vecchio e quello più costoso al mondo

Nel 2010, sono state rinvenute ben 168 bottiglie di champagne all’interno di un relitto sui fondali del mar Baltico. Vecchie di ben 150 anni, stando al giudizio degli studiosi, esperti enologi e sottoposte a rigidi controlli chimici, si è giunti alla scoperta che queste bottiglie di champagne, si sono perfettamente mantenute grazie al buio e alla temperatura costante dei fondali marini. I profili chimici, spiegano gli esperti, non sono differenti da quelli di oggi. Tranne la gradazione che risulta avere invece qualche grado in meno.

Si chiama Gout de Diamants. Emblema del lusso per eccellenza. Opulenza messa in bottiglia. La bottiglia dello champagne più costoso al mondo firmata Alexander Amosu, con il suo valore economico di ben 1,5 milioni di euro, è impreziosita da una placca in oro bianco massiccio con un diamante incastonato da 19 carati.

 

Insomma, che sia champagne o spumante, economico o meno, per brindare al nuovo anno pieno di fortuna, sicurezza, soldi e longevità, le bollicine sono buone tutte. Ce lo auguriamo per noi.

E che sia un buon 2019 per tutti voi!

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