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Cede ascensore all’ospedale Cannizzaro. Volano in 8 per 9 piani – L’Ospedale precisa…

Tutti in salvo ma la tragedia è stata sfiorata. Sabato pomeriggio, intorno alle 17.30, Giovanni Coppola porta a far visitare il figlio di 8 mesi all’ospedale Canizzaro di Catania, finiti i controlli all’ottavo piano, Coppola entra in ascensore per raggiungere il pian terreno. Sono in otto compreso il bambino piccolo. Una corsa veloce, esageratamente, che toglie il respiro conduce  tutti tra il piano meno 1 ed il meno 2.

Lo schianto non si realizza per un metro e mezzo circa. Dentro l’ascensore fa caldo. Sono presenti tra gli altri un bambino di 8 anni ed una signora anziana di circa 80 anni che è anche asmatica.

I signori, bloccati dentro la cabina, cercano di lanciare l’allarme, niente da fare non funziona. Parte un piccolo cicalio che non fa altro che far sobbalzare ed innervosire le persone presenti dentro l’ascensore.

La cabina oscilla pericolosamente, tutte le persone all’interno sanno che devono ridurre qualsiasi movimento, ma comincia il panico.

Trascorre mezz’ora così con il caldo e l’aria irrespirabile, 8 persone strette come sardine dentro una scatola di latta. Il neonato comincia a piangere da subito. Finalmente dopo 30 minuti, una donna dal piano meno 1 avverte il pianto provenire dal vano ascensore. A quel punto gli intrappolati riescono ad aprire  una fessura tra le porte. La donna riuscirà a mala pena a passare dell’acqua. la bottiglia che cade a terra fa muovere pericolosamente l’ascensore che sembra appeso ad un filo di cotone.

La donna che ha scoperto le persone chiuse dentro la cabina si lancia alla disperata ricerca del personale ospedaliero. Niente da fare, non c’è anima viva. È il signor Coppola che allora chiede alla signora di rivolgersi direttamente ai vigili del fuoco. I pompieri, almeno loro, intervengono tempestivamente.

Dopo quasi un’ora di reclusione forzata gli otto vengono liberati. All’apertura delle porte nessuno presta soccorso malgrado si tratti di un ospedale. Nessuno misura niente ad alcuno. Sarà Coppola a portare il figlio piccolo al reparto pediatria per accertare lo stato di salute del bambino divenuto bianco come un cencio. I medici lo rassicurano “il bambino è disidratato –  gli dicono – ha pianto per un’ora in condizioni al limite per un neonato.”

Riportiamo la denuncia proprio di Giovanni Coppola, indignato non tanto per il fatto che l’ascensore abbia ceduto in questa maniera, ma perchè se non fosse stato per la signora di passaggio sarebbe trascorso altro tempo, troppo, prima di uscire.
Non solo, il signor Coppola denuncia il menefreghismo da parte del personale dell’ospedale che non è intervenuto in alcuna maniera per accertare lo stato di salute di persone sottoposte ad un tale tipo di stress. «È inammisibile che proprio in un ospedale manchi chi ti da soccorso» racconta.

Quanto all’incidente accorso con l’ascensore parebbe non trattarsi del solo caso. Il signor Coppola ci racconta che altri ascensori erano fuori servizio.

I vigili del fuoco stanno procendo a stilare una relazione tecnica.

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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